Dal Sudafrica all’Asia: vettori sull’orlo della crisi

Dal Sudafrica all’Asia: vettori sull’orlo della crisi
17 Dicembre 07:00 2019 Stampa questo articolo

È un finale d’anno con lo spettro di ulteriori fallimenti nel settore  aereo. Non è bastata, infatti, la crisi di vettori medio e piccoli in Europa – da Wow Air a XL, passando per Flybe, Adria e Aigle Azur – che sta accelerando il processo di consolidamento nel vecchio continente. Il mese di dicembre sta registrando il rischio chiusura per due vettori internazionali come South Africa Airways e Hong Kong Airlines – che proseguono le attività grazie agli onerosi impegni presi dagli Stati di appartenenza – oltre la dismissione delle attività argentine di Norwegian Air (che non se la passa  bene nemmeno in Europa). Tornando al vecchio continente, infine, se il futuro di Alitalia è tutto da decifrare, Lufthansa sta mettendo in discussione Eurowings.

Partendo dall’Asia, Hong Kong Airlines, parte di Hna Group, ha dichiarato pochi giorni fa di aver avviato un piano per un’iniezione di liquidità che permetterà di pagare il personale a cui, a fine novembre, sono stati rinviati gli stipendi. Misura, questa, a seguito della minaccia di revoca della licenza da parte delle autorità. Il conglomerato cinese avrebbe ricevuto quasi 600 milioni di dollari dallo Stato proprio per evitare lo stop. Una situazione, quella della compagnia, peggiorata con il disordine politico che negli ultimi mesi ha coinvolto Hong Kong.

In Sudafrica, invece, sono più o meno 272 milioni i dollari che ha sborsato il governo per provare a rimettere in ordine i conti della compagnia di casa. Dopo la cancellazione e poi la ripresa dei voli da Johannesburg a Cape Town, Durban e Victoria Falls, il governo sudafricano ha deciso di intervenire direttamente nel salvataggio di South African Airways, facendo aderire il vettore di bandiera a una procedura di “business rescue”, equivalente a quelle che negli Stati Uniti prende il nome di Chapter 11. South African Airways ha registrato perdite annuali che si avvicinano ai 570 milioni, e ha già usufruito di svariati aiuti di Stato che nel corso degli anni le hanno permesso di volare.

La crisi di Norwegian Air Argentina è partita già a novembre con l’impossibilità di prenotare i biglietti per le date successive al 28 marzo 2020. Pochi giorni dopo è stata definitiva, invece,  la vendita degli slot alla compagnia cilena JetSmart. Geir Karlsen, cfo e vice ceo di Norwegian Air, ha sottolineato che «raggiungere una buona redditività per un’operazione domestica relativamente piccola si è rivelato difficile data la situazione generale nel Paese», che sta affrontando il grave problema legato alla svalutazione della moneta locale. JetSmart proseguirà, quindi, tutte le operazioni di Norwegian Air Argentina controllando il 10% del mercato domestico argentino.

Eurowings, invece, nonostante piccoli miglioramenti economici, continua a essere un problema per il Gruppo Lufthansa, tanto che i vertici stanno lavorando al progetto “Purple Moon” (o Edelwings) con l’obiettivo di lanciare un nuovo brand sui voli a lungo raggio low cost. E da marzo 2020 arriva un nuovo ceo, l’ex ad di SunExpress Jens Bischof, che sostituisce l’uscente Thorsten Dirks.

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L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Redattore e giornalista de L'Agenzia di Viaggi Magazine.

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