Dal codice degli hotel al testo unico per il turismo: i progetti di Centinaio

Dal codice degli hotel al testo unico per il turismo: i progetti di Centinaio
06 maggio 13:02 2019 Stampa questo articolo

Codice identificativo nazionale per le strutture ricettive e un testo unico per il turismo che detti la strategia per la governance e la promozione del sistema Italia, da realizzare possibilmente entro l’estate. Sono questi i due auspici espressi dal ministro del Mipaaft, Gian Marco Centinaio, intervenuto alla 69ª assemblea generale di Federalberghi svoltasi nel weekend a Capri. Anche perché, a detta del ministro, i meccanismi burocratici – dal Consiglio di Stato alla Corte dei Conti – hanno finora sgonfiato tutti i buoni propositi di agire in fretta.

«Ci sono voluti sei mesi per mettere in piedi il cda Enit, che finalmente si insedierà venerdì 10 maggio – ha detto Centinaio – e ben poco ho potuto farci. Così come non ho alcuna riserva ad ammettere di aver fallito sul tax credit che è uscito assai ridimensionato rispetto alla mia volontà, con un accesso riservato solo a imprese alberghiere fino a 8 dipendenti. Lavorerò per convincere tutto l’esecutivo che il turismo è una risorsa, una opportunità di sviluppo per il Paese, magari portando in Consiglio dei ministri proprio la relazione del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, contenente una roadmap che condivido in buona parte».

UNA TASSA DI SCOPO. È un ministro senza portafoglio e senza tanti assi nella manica quello approdato a Capri, che ha sposato in pieno le due battaglie degli albergatori su tassa di soggiorno e abusivismo: «Come ho detto negli anni scorsi, la tassa di soggiorno così com’è rappresenta un furto per i turisti, perché spesso i sindaci la utilizzano per coprire i buchi nel bilancio. Mi adopererò, dialogando con le Regioni e i Comuni, affinché venga trasformata realmente in tassa di scopo, migliorando infrastrutture e servizi – prosegue il ministro – Riguardo poi all’abusivismo e alla ospitalità senza regole, credo che con l’introduzione del codice identificativo nazionale per ogni struttura ricettiva alberghiera ed extra-alberghiera, metteremo finalmente un po’ di ordine e daremo regole chiare per tutti».

Se per Centinaio il turismo sta diventando l’eccellenza del Paese e l’obiettivo è quello di promuovere realmente il sistema Italia «e non solo quelle cinque-sei città grandi attrattori, ma anche le aree decentrate e i comuni a forte appeal» – il ministro ha ribadito che intende coniugare «le eccellenze agro-alimentari con quelle turistiche per vendere al meglio il brand Italia, perchè sono i punti di forza della nostra offerta all’estero».

L’INCOGNITA DEI TEMPI. Una linea ben definita sulla quale Centinaio, ancora una volta, detta una tempistica tutta da verificare: «Entro settembre voglio aprire un tavolo di lavoro, o meglio una sorta di Stati Generali dove stilare un testo unico nazionale per il turismo; all’interno dovranno essere inserite tutte le priorità del comparto e i punti di forza del nostro sistema incoming, compreso quel turismo termale che è una risorsa per l’economia del Paese».

Altro versante sul quale il ministro del Turismo auspica che non ci siano ostacoli (non tanto dalla burocrazia italiana ma dall’Europa, ndr) è la vicenda delle concessioni balneari per le quali l’attuale Governo ha già deciso una proroga di 15 anni e nessuno da Bruxelles ha contestato tale passo. Di certo Centinaio intende portare fuori dalla Bolkestein questo spinoso problema «per premiare chi, in questi anni, ha investito sui litorali italiani, salvaguardando migliaia di micro e piccole imprese. Ovviamente verranno anche rivisti i canoni demaniali, e questo perché attualmente ci sono dei canoni abbastanza ridicoli».

Infine, Centinaio non risparmia una battuta su Alitalia: «Auspico che la compagnia, che ritengo ancora di bandiera, possa essere messa nelle mani di una cordata di imprenditori che abbiano a cuore quello che è il destino del nostro turismo, perché in questi ultimi anni ho visto fare da parte del management Alitalia delle scelte a dir poco imbarazzanti. Basti pensare alla rinuncia di collegamenti verso la Cina. Non faccio il tifo per una o altre opzioni, da Fs a Lufthansa: io sono tifoso del sistema Italia e di conseguenza non posso che sperare in una aerolinea solida, di riferimento, per le nostre istanze turistiche».

L'Autore

Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

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