Dal caro-fuel alle commissioni:
le incognite 2020 del travel

Dal caro-fuel alle commissioni: <br>le incognite 2020 del travel
21 Gennaio 07:00 2020 Stampa questo articolo

Economia, clima, geopolitca, ma anche problematiche molto più “industriali”, dalle tariffe alle commissioni passando per l’algoritmo di Google. Il nuovo decennio del travel  – dopo un’epoca di cambiamenti che hanno rivoluzionato il settore – presenta già alcuni punti interrogativi ai nastri di partenza del 2020. Incognite  che potrebbero decretare il successo (o meno) di aziende e mete.

Alta Tensione in Medio Oriente
Dalla Libia all’Iran c’è uno spazio geografico e politico in subbuglio. Le ultime vicende – dalla crisi Usa-Iran sfociata nell’erroneo abbattimento  del B737 della Ukraine Airlines  provocando 176 morti fino al caos in Siria – stanno alzando il livello di tensione su tutta l’area del Medio Oriente.
Tra divieti di sorvolo, esercitazioni militare, l’allerta per nuovi attentati, anche i Paesi limitrofi a Iran e Iraq rischiano di subire un contraccolpo dal punto di vista degli arrivi turistici: dagli Emirati Arabi all’Oman, mete ormai consolidate, passando per Israele e Libano, fino alla  Turchia e all’emergente Arabia Saudita.
L’instabilità e l’escalation violenta in Libia, infine, rischiano di avere pesanti ripercussioni anche sulle coste del Nordafrica e nel Mediterraneo.

Carissimo Fuel
Il prezzo del petrolio è  particolarmente sensibile alle tensioni geopolitche in atto nel Medio Oriente. Di conseguenza, il costo del jet fuel potrebbe tornare a correre nel corso del 2020. Già lo scorso 3 gennaio il prezzo del petrolio è salito ai massimi dopo l’attacco americano all’aeroporto di Baghdad che uccise il generale iraniano Qassem Soleimani.
Anche nel corso del 2019 il prezzo del carburante per il trasporto aereo ha registrato un piccolo ma costante rialzo.  Gli effetti del caro fuel incidono sia sulle tariffe dei biglietti aerei, sia sull’adeguamento carburante che gli operatori applicano sui pacchetti di viaggio.

Cambiamento climatico
Il  cambiamento climatico è  entrato con forza nell’agenda politica, grazie anche alle proteste dei Fridays for Future capitanati dalla studentessa svedese Greta Thunberg.
In sostanza, però, anche il conteggio dei disastri naturali diventa ogni anno più rilevante tanto che  l’Idmc di Ginevra, Internal Displacement Monitoring Center, ha segnalato come il 2019 sia stato l’anno record per i disastri meteo-climatici nel mondo: dagli incendi in Brasile e Australia alle inondazioni in Italia  e all’uragano Dorian nei Caraibi. Destinazioni e operatori dovranno fare sempre più i conti  con l’instabilità climatica e la gestione delle emergenze correlate.

Finalmente Brexit?
Dopo oltre tre anni gli inglesi  hanno dato l’ok  alla Brexit con il successo di Boris Johnson alle elezioni dello scorso dicembre: così il Regno Unito  dovrebbe abbandonare l’Europa entro il 31 gennaio 2020.
I prossimi mesi saranno sia un periodo di transizione per normare i rapporti con i partner (c’è tempo fino al 31 dicembre 2020), sia un banco di prova per la tenuta della sterlina e le relazioni commerciali.  Quel che è certo è che non si potrà più viaggiare in Uk con la sola  carta di identità: scatterà l’obbligo di passaporto e visto elettronico, sul modello dell’Esta americano.

Le Ota e il dominio di Google
A metà novembre del 2019 Google cambia l’algoritmo per le ricerche di voli e hotel facendo tremare Expedia e Booking. I due colossi vedono sfavorire i loro risultati nelle pagine di ricerca e registrano una forte contrazione delle vendite (a fronte di mega investimenti su Google Ads).
A gennaio arriva l’aggiornamento di Google Travel che diventa un vero e proprio consulente di viaggio virtuale.  Con due mosse Big G ha dimostrato le sue enormi capacità e la voglia di investire nel settore. Le sorprese nel corso dell’anno non mancheranno.

Il mercato nero delle tariffe B2B
Il caso Amoma – portale fallito pochi mesi fa – che rivendeva tariffe di hotel dedicate esclusivamente al B2B su piattaforme B2C ha accesso i riflettori su queste pratiche scorrette e messo in allerta il settore.  Gli albergatori temono di non riuscire a tenere sotto controllo l’andamento dei prezzi, le agenzie dubitano sulla reale competività delle tariffe.
Ota e bedbank hanno iniziato un percorso di trasparenza rimettendo ordine tra i fornitori. Hotelbeds, per esempio, ha lanciato una campagna per la rate integrity e chiuso gli accessi a circa 800 canali di vendita “scorretti”.

Alla ricerca delle commissioni
A fine 2019 ha tenuto banco in Italia  il caso di Zoom, il nuovo contratto  del Gruppo Alpitour che sarebbe poco conveniente per le agenzie di viaggi. Il timore della distribuzione è che, dopo aver perso ampi margini sulla biglietteria aerea, ora anche gli operatori inizino a tagliare sempre più le remunerazioni.

Il caso irrisolto dei 737 Max
Dallo scorso marzo, dopo il tragico incidente Ethiopian, gli aeromobili 737 Max di Boeing non possono volare e il loro ritorno è avvolto in una nube di incertezza.
Intanto il ceo di Boeing, Dennis Muilenburg, si è dimesso, la società ha sospeso la produzione e alcune tra le maggiori compagnie aeree  hanno dovuto correre ai ripari (vedi Ryanair, Norwegian e American) tagliando rotte, chiudendo basi  e riprogettando il network.  Gli analisti, infine, prevedono un costante aumento delle tariffe proprio a causa della riduzione di capacità.

L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Redattore e giornalista de L'Agenzia di Viaggi Magazine.

Guarda altri articoli