Dai social alla Notte bianca, il piano Mibact-Enit per l’Anno del Cibo

by Serena Martucci | 22 Febbraio 2018 14:50

Dopo i borghi e i cammini, ora tocca al cibo. O meglio, per dirlo con un hashtag: è l’#annodelciboitaliano. Il 2018 si apre con l’annuncio della Notte bianca del food, prevista per il prossimo 4 agosto nelle piazze e nei musei di tutta Italia, e della nuova campagna di promozione made in Mibact che prova a prendere per la gola i turisti internazionali (e non) attraverso il calice di vino rosso stretto nella mano di Bacco, i banchetti degli affreschi di Pompei o le nature morte degli Uffizi. Un’unione tra cultura e food che vuole raccontare l’Italia partendo dai suoi piatti tipici.

«È un dato che il 48% dei viaggiatori che sceglie di visitare l’Italia, lo fa perché ama la nostra cucina – spiega Francesco Palumbo, direttore generale Turismo del Mibact – Il cibo è dunque un fattore caratterizzante dell’immagine turistica del nostro Paese, capace di far nascere un desiderio forte che si traduce in una motivazione al viaggio e all’esperienza enogastronomica per turisti e visitatori italiani e stranieri. La domanda di turismo enogastronomico è cresciuta e oggi desidera vivere esperienze autentiche. In Europa sono circa 600mila i viaggi all’insegna dell’enogastronomia e oltre 20 milioni quelli che comprendono esperienze enogastronomiche».

Per rispondere a questa domanda il ministero è pronto a mettere in campo una serie di eventi ed iniziative come la presentazione dei prodotti enogastronomici d’eccellenza nelle ambasciate ed istituti di cultura italiana nel mondo in occasione della Settimana della Cucina Italiana; un accordo con la Cassa depositi e prestiti per sviluppare servizi di accoglienza (informazione, didattica, visite guidate, agri-musei) per i turisti che scelgono itinerari di turismo lento, la realizzazione di un calendario unico di eventi enogastronomici che raccoglie le piccole e grandi iniziative in tutte le Regioni e una campagna, in collaborazione con gli istituti di cultura all’estero, che racconti cosa vuol dire “vivere all’italiana”.

A supervisionare il tutto ci sarà il comitato di dodici esperti nominati da Franceschini tra cui l’imprenditore Oscar Farinetti, lo chef Massimo Bottura e Carlo Pedrini di Slow Food.

La promozione di tutte le attività, anche sui canali social, sarà realizzata in collaborazione con l’Enit. «Attraverso le nostre 25 sedi promuoveremo i diversi territori mettendo in rilievo i loro prodotti e l’impatto tipico da paese a paese – aggiunge Gianni Bastianelli, direttore generale dell’Ente – Il cibo interessa i turisti che vengono in Italia quanto i monumenti, per questo abbiamo già in programma ben 52 iniziative specifiche sul food. Proseguiremo nelle campagne social, coordinandoci con le Regioni, che già hanno già dato ottimi risultati».

«Il cibo è parte integrante del patrimonio culturale italiano e dell’immagine del nostro Paese nel mondo – conclude il ministro della Cultura e del turismo, Dario Franceschini – Per questo motivo abbiamo deciso di dare il via a una serie di iniziative capaci di promuovere la ricchezza, l’eccellenza e la varietà della nostra tradizione enogastronomica». L’Italia, dunque, riparte dai piatti e ad ognuno il suo preferito. E il suo “padrone di casa” del Mibact non ha dubbi. «Il mio hastag sarà la #salamadasugo».

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