Crociere, nove modi in cui potrebbero cambiare

Crociere, nove modi in cui potrebbero cambiare
22 Aprile 08:27 2020 Stampa questo articolo

L’industria delle crociere sta pagando come e più di altre l’epidemia di coronavirus nel mondo. Le flotte si sono fermate e le compagnie oggi provano a immaginare il futuro e la ripartenza. Le variabili sono ancora tante e il settore ha dovuto e deve difendere la sua reputazione, messa a dura prova nelle prime settimane di emergenza anche a causa della sovraesposizione mediatica.

Al momento le linee di crociera stanno cancellando le partenze fino a giugno e non si escludono proroghe alle cancellazioni. I viaggi in nave ripartiranno, ma non c’è ancora una data. Si oscilla da chi ipotizza prime e caute partenze estive e chi porta lo sguardo a ottobre, se non direttamente al 2021 per una ripresa degli itinerari a pieno regime.

È probabile però che si ricominci in modo diverso rispetto a come è stato finora – almeno in prima battuta – e il portale di viaggi The Points Guy, avvalendosi dei punti di vista delle compagnie, degli esperti del settore, dei funzionari sanitari e delle destinazioni raggiunte dalle crociere, fa un’analisi interessante di come si potrebbe procedere. Individua, nel dettaglio, nove cambiamenti chiave. Nove modi in cui potrebbero mutare le crociere al ritorno delle navi in mare.

  1. NIENTE BUFFET SELF SERVICE. Sono un punto chiave della vacanza in crociera ed è improbabile che scompaiano definitivamente, ma per un certo periodo i buffet self service a bordo delle navi potrebbero essere sospesi. Le compagnie potrebbero scegliere di aumentare il personale a bordo per fare in modo che sia l’equipaggio a servire a tavola cibo e bevande anche nell’area buffet. In questo modo si limita a poche persone anche il contatto con gli utensili da servizio. È un’idea che ha già preso forma: le compagnie con sede in Asia Dream Cruises e Star Cruises hanno annunciato la sospensione della ristorazione self service al momento della ripresa; sarà il personale a servire indossando mascherine e guanti monouso.
  2. RESTRIZIONI SUI PASSEGGERI. È possibile che alcune navi siano per un certo periodo off limits per i viaggiatori più anziani o per chi ha un quadro clinico che lo mette maggiormente a rischio complicazioni da Covid-19. Prima dello stop generale di marzo, già alcune compagnie come Royal Caribbean e Celebrity Cruises avevano annunciato il divieto di salire a bordo per viaggiatori dai 70 anni in su e a chi aveva gravi malattie croniche. In futuro negli Stati Uniti (attraverso i Centers for Disease Control and Prevention) – e magari anche nel resto del mondo – potrebbero esserci restrizioni maggiori e limiti più severi su chi far salire a bordo.
  3. MONITORAGGIO DELLA SALUTE. Il controllo della temperatura prima dell’imbarco di fatto è già stato annunciato da diverse compagnie. Ma si lavora a piani che prevedono il monitoraggio a bordo della salute di passeggeri ed equipaggio attraverso controllo della temperatura e visite mediche. Non è ancora chiaro se i passeggeri saranno sottoposti a screening periodici, dovranno compilare questionari per autocertificare il proprio stato di salute o saranno dotati di termometri all’imbarco. O ancora, come si comincia a fare per l’imbarco sugli aerei (Emirates, in coordinamento con la Dubai Health Authority) potrebbero essere sottoposti a test Covid-19 a risposta rapida quando sono ancora a terra, che danno risultati in 10 minuti. Oltre a essere una scrematura, in questo modo le persone certificherebbero di non avere il coronavirus, requisito che potrebbe essere richiesto per sbarcare in alcune destinazioni.
  4. PULIZIA ULTERIORE A BORDO. Già con un livello molto alto di pulizia a bordo in passato, sia in cabina che nelle aree comuni, le compagnie hanno promesso regole ancora più stringenti. Già finora i corrimano, i pulsanti degli ascensori, gli attrezzi in palestra e tutte le superfici toccate di frequente venivano disinfettati regolarmente. Negli ultimi anni poi lavarsi e disinfettare le mani è quasi una regola nelle aree comuni e nella zone dedicate alla ristorazione, dove si è accolti da lavabo e dispenser con gel antibatterico.
  5. PREZZI PIÙ BASSI. Molto probabilmente la ripartenza porterà con se promozioni e forti sconti per rilanciare il settore. Alcuni analisti parlano del 25-30% di ribassi, almeno in fase iniziale. Dopodiché varranno le regole della domanda e dell’offerta.
  6. NAVI NON PIENE. Le navi sono pensate e progettate per funzionare circa al 100% della loro capacità, è questo il modello di business delle crociere. In tal modo finora le compagnie sono state in grado di gestire i costi. Ma è possibile che i management debbano mettere in discussione il modello nei mesi a venire, perché la riduzione della capienza potrebbe essere un requisito fondamentale perché le navi possano riprendere il mare in alcune parti del mondo. Se fosse necessario attuare protocolli di distanziamento sociale per ridurre i rischi, le navi – soprattutto quelle progettate per trasportare migliaia di passeggeri – non potrebbero viaggiare a capacità intera. Dream Cruises e Star Cruises, per esempio, hanno parlato di una riduzione del 50% dei passeggeri nei luoghi di intrattenimento a bordo e di autobus per le escursioni a terra pieni a metà.
  7. MENO NAVI IN MARE. È un’ipotesi legata al primo periodo, specie nel caso che alcune compagnie riescano a ripartire per l’estate 2020. Le crociere potrebbero ripartire in momenti diversi a seconda dei luoghi, quindi non saranno tutte in navigazione contemporaneamente come prima. Già alcuni vari e viaggi inaugurali sono stati posticipati di qualche mese. È possibile che nel 2020 le compagnie tornino a far navigare metà delle loro flotte per tornare a pieno regime nel 2021. Come ha detto pochi giorni fa il ceo di Carnival Corporation Arnold Donald, «è possibile che la Cina sia uno dei primi mercati a ripartire», visto che ha allentato le regole relative al distanziamento sociale prima degli altri. Altra questione però è capire quali destinazioni potrà eventualmente raggiungere una crociera in partenza dalla Cina.
  8. ITINERARI BREVI E VICINI. Potremmo trovarci davanti a un panorama completamente diverso. Alcuni porti potrebbero essere ancora chiusi il giorno in cui le navi saranno autorizzate a ripartire. I Paesi con tutta probabilità attueranno protocolli differenti. Altra variabile sarà costituita dal trasporto aereo verso determinate aree crocieristiche. È probabile quindi che inizialmente ci si imbarchi da porti vicini, raggiungibili in auto, e che gli itinerari siano ridotti rispetto al solito. Quelle che finora abbiamo chiamato minicrociere.
  9. POLICY DI CANCELLAZIONE FLESSIBILI. Sta già accadendo in queste settimane: le compagnie di crociera stanno gestendo le cancellazioni in gran parte dei casi azzerando le penali fino a due giorni prima della partenza. Per le crociere annullate è in atto il meccanismo dei voucher, che consente un credito futuro pari al 100% di quanto è stato pagato a cui spesso si aggiungono benefit come il credito di bordo per la crociera rimandata. È probabile che anche nei prossimi mesi, perlomeno fino a dicembre, le compagnie restino particolarmente flessibili in tema di cancellazioni.
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Claudia Ceci
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