Crociere, l’Italia perde un miliardo di euro nel 2020

Crociere, l’Italia perde un miliardo di euro nel 2020
26 Novembre 13:45 2020 Stampa questo articolo

All’economia italiana nel 2020 manca quasi 1 miliardo di euro – 925 milioni per l’esattezza – legato al turismo crocieristico a causa del Covid-19. L’Italian Cruise Day per ovvi motivi tornerà nell’autunno 2021, ma Risposte Turismo ha presentato il consueto rapporto annuale Italian Cruise Watch 2020 in un meeting online che ha coinvolto i principali operatori dell’industria crocieristica e quanto le ruota attorno. «Torneremo a incontrarci dal vivo nel 2021 – dice in apertura Francesco di Cesare, presidente Risposte Turismo – Ma intanto eravamo rimasti a un 2019 da record, con circa 4.500.000 passeggeri imbarcati nel Mediterraneo, e in testa il porto di Barcellona. L’Italia era leader delle toccate nave, con 33%».

Il 2020 delle crociere racconta un’altra storia. «Quest’anno dalla Top 20 dei porti europei esce Venezia, entrano Messina, Trieste e Catania. I porti italiani passano da nove a 11 nella Top20; Civitavecchia diventa leader nel Mediterraneo, salgono sul podio Genova e Palermo – aggiunge di Cesare – Nel 2020 si sono imbarcati 6 milioni di clienti, un crollo rispetto ai 30 milioni dell’anno precedente. A fine anno saranno circa 800mila i passeggeri movimentati, -93,5 % rispetto al 2019. numeri paragonabili al 1993. Ci si aspetta ovviamente un rimbalzo nel 2021 e 2022». Su scala globale, l’anno potrebbe chiudersi con circa 6 milioni di crocieristi  (-80% sul 2019) tornando a valori che non si registravano da prima degli anni 2000.

L’Italia, lo sapevamo, è diventata centrale quest’anno dal momento della ripartenza. «È stata al centro degli itinerari scelti dalle compagnie nel Mediterraneo – spiega il presidente di Risposte Turismo – La Liguria assume la leadership delle toccate nave, seguita da Lazio e Sicilia».

È quasi impossibile fare previsioni per il 2021, sono troppe le variabili. Risposte turismo ha lavorato sul mancato contributo dell’industria crocieristica all’economia turistica italiana nel 2020: quasi 1 miliardo di euro, da riferirsi quasi esclusivamente alle spese dei passeggeri a terra. Mancano infatti all’appello 2,7 milioni in escursioni e 1,3 milioni in pernottamenti. Le attività ricreative, culturali e di intrattenimento collegate alle escursioni a terra (-336 milioni di euro rispetto a quanto previsto), lo shopping nei negozi delle città (-273 milioni di euro) e le spese per i trasporti locali (-128 milioni di euro) saranno le aree che risentiranno maggiormente  del crollo dei traffici. A farne le spese soprattutto Veneto, Lazio, Liguria. Inoltre, nel 2020 la maggior parte delle compagnie ha toccato meno di 5 porti italiani.

Segnali di ottimismo per il futuro della crocieristica in Italia arrivano dall’incremento degli investimenti da parte dei porti per interventi dedicati o a supporto del comparto: per il triennio 2021-2023 Risposte Turismo ne ha mappati per oltre 510 milioni di euro, in crescita di oltre il 200% rispetto ai tre anni precedenti, legati principalmente a infrastrutture, terminal, dragaggi. Sono anche stati mantenuti nel mondo tutti gli ordini di nuove navi effettuati prima della pandemia, 81 fino al 2022 di cui ben 22 assegnati a cantieri in Italia, numero che sale a 44 estendendo il periodo al 2025.

Tra i dati del report, raccolti con la collaborazione di 80 operatori, alcuni tentativi di immaginare il futuro del settore: per il 41,4% degli interpellati, si tornerà al livello del 2019 nel 2023; per il 40% gli addetti ai lavori saranno in grado di resistere alla crisi non oltre il 2021; per il 45,8 % il tema overtourism non sarà oggetto di dibattito per un paio d’anni. Infine, ci si immagina un ritorno notevole a navi di stazza media: ne è convinto il 34,9%, lo ritiene possibile il 46%.

Il futuro traccia delle nuove priorità, che rispondono alla situazione attuale: sicurezza sanitaria, sostenibilità economica e ambientale, investimenti, infrastrutture, promozione del comparto. Le compagnie di crociera chiedono una riduzione dei costi portuali e un miglioramento del dialogo con il territorio. Per agenti di viaggi e tour operator, è importante diversificare le escursioni a terra e avere reali sostegni pubblici.

Lo scenario è di un cambio di spazi e modelli di fruizione (a partire da distanziamento e percezione di maggiore sicurezza), con l’idea di scoprire e premiare destinazioni fino a ora considerate minori e utilizzare navi di minori dimensioni. Prevista anche una polarizzazione dell’offerta, con la crescita di segmenti selezionati (es. crociere a tema, lusso).

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Claudia Ceci
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