Crisi degli aeroporti, sotto accusa il modello Ryanair & co.

by Roberta Moncada | 12 Novembre 2021 10:22

Vettori low cost responsabili delle “massicce perdite” che gli aeroporti dell’Ue affronteranno anche nel 2022. Secondo Olivier Jankovec, direttore generale dell’Airports Council International (Aci) per l’Europa, gli aeroporti europei assisteranno infatti ad un altro anno di perdite di ricavi, causate principalmente dalla predominanza delle compagnie aeree low cost e dal debito accumulato.

Secondo Jankovec, sulla base dei ricavi totali degli aeroporti nel primo semestre del 2021, che mostrano un calo del -65% rispetto ai livelli pre-pandemia, e anche dei ricavi del business aeronautico, diminuiti del 121 per cento rispetto al 2019, si prevede che gli aeroporti subiranno anche quest’anno enormi perdite. Anche il debito degli aeroporti europei è aumentato del 200% e la ripresa dei ricavi non avverrà presto.

«L’ascesa e il dominio dei vettori ultra-low-cost – guidati da Ryanair e Wizzair – combinati con vettori di rete più piccoli ma più agili, l’ulteriore ibridazione e l’inevitabilità del consolidamento delle compagnie aeree significheranno solo una cosa: pressioni competitive senza precedenti sugli aeroporti europei. Questa è l’ineluttabile realtà in divenire, che avrà un impatto su tutti, dai nostri mega hub fino ai nostri aeroporti regionali più piccoli», ha affermato Jankovec in occasione del congresso annuale di Aci Europe.

Gli aeroporti stanno anche affrontando una crisi degli investimenti, che renderà loro impossibile gestire la decarbonizzazione finanziaria, la digitalizzazione, e di raggiungere la capacità desiderata. Secondo un’analisi pubblicata da Aci, i ricavi aeroportuali non si riprenderanno fino a quando il traffico passeggeri non sarà completamente ripristinato, cosa che probabilmente non avverrà fino al 2023.

«Il ripristino completo dei viaggi globali non vincolati è ancora molto lontano e sembra destinato a essere un processo irregolare e volatile – ha aggiunto Jankovec – condizionato da ulteriori progressi sulla vaccinazione e dall’evoluzione della situazione epidemiologica».

Aci raccomanda quindi agli aeroporti di adottare un modello di business che si concentri su trasformazione, de-risking e resilienza, che attualmente sono criticamente interdipendenti.

Inoltre, per onorare l’impegno a zero emissioni di carbonio, gli aeroporti dell’UE devono seguire un piano che mantenga i ricavi nel trasporto aereo e l’accesso ai mercati finanziari, che dipendono entrambi dalla capacità dell’aeroporto di passare a operazioni efficienti e digitalizzate.

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