Crisi Alitalia, rischio game over

Crisi Alitalia, rischio game over
24 Febbraio 10:45 2021 Stampa questo articolo

La situazione dei conti di Alitalia in amministrazione straordinaria continua a peggiorare. Dall’incontro del 23 febbraio tra il commissario Giuseppe Leogrande e i sindacati arrivano infatti solo notizie preoccupanti: gli stipendi del mese di febbraio saranno pagati in ritardo, probabilmente ai primi di marzo. Non verrà pagato, inoltre, l’anticipo della cassa integrazione che la compagnia erogava in attesa dell’intervento dell’Inps.

Un segnale che le casse della compagnia aerea sono pressoché vuote: così il ministero dello Sviluppo economico ha contattato il Tesoro e quello dei Trasporti per chiedere un incontro urgente sul dossier Alitalia. L’incontro tra Giancarlo Giorgetti, il titolare del Mit, Enrico Giovannini, e il ministro dell’Economia, Daniele Franco, è previsto per il 26 febbraio. Il ritardo dei pagamenti sarebbe da imputare al mancato (per ora) via libera dell’Unione europea alla terza tranche di ristori, circa 55 milioni di euro.

Già lo scorso dicembre, inoltre, erano stati pagati in ritardo tredicesime e stipendi; mentre secondo Il Sole 24 Ore, Alitalia ha già bloccato da qualche settimana i pagamenti ai fornitori e dal 15 febbraio è stata tagliata perfino la rassegna stampa e l’abbonamento all’agenzia Ansa. Intanto resta bloccato, di conseguenza, anche l’avvio della newco pubblica Ita.

I sindacati ormai sono in perenne allarme e lanciano un ulteriore appello al governo e all’Europa per sbloccare la situazione. «Compito del nuovo governo è far capire all’Europa che l’autorizzazione all’erogazione dei ristori per i danni Covid è funzionale al pagamento degli stipendi e dei fornitori della vecchia Alitalia fino alla nascita della nuova compagnia di bandiera il cui iter deve essere accelerato», affermano il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, e il segretario nazionale per il trasporto aereo, Ivan Viglietti.

Per Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, la questione della crisi del trasporto aereo e di Alitalia «non si può più rinviare – ha detto a Radio 24 rilanciando la manifestazione unitaria prevista per il 25 febbraio sotto Palazzo Chigi, a Roma – Il comparto che ha sofferto un -85% dei viaggiatori. Dopo gli ammortizzatori, bisogna avere un programma per l’uscita dall’emergenza».

La Fnta, che comprende i piloti e gli assistenti di volo di Anpac, Anpav e Anp, richiede un intervento “immediato del governo, perché i 55 milioni di ristori non saranno risolutivi” per il sostentamento della compagnia, mentre “i dipendenti sono ancora in attesa delle integrazioni salariali relative a novembre 2020 e seguenti e il processo si è bloccato a causa di una complessa richiesta dell’ente che non consente di velocizzare le erogazioni”.

Su questo tema, infine, si scatena la rabbia di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl. L’Inps, “in maniera assolutamente unilaterale, non ha ancora dato corso alle erogazioni già deliberate delle integrazioni del Fsta (Fondo di Solidarietà Trasporto Aereo che integra fino all’80% della retribuzione) per la cigs Alitalia di novembre 2020, e mesi successivi, a causa di approfondimenti interni all’Istituto circa il periodo di riferimento sul quale si calcola l’integrazione delle retribuzioni”.

Le sigle sindacali sollecitano quindi l’apertura immediata di un tavolo di confronto che possa trovare “soluzioni concrete e garantire la continuità dei pagamenti. Non è ammissibile lasciare oltre undicimila famiglie senza reddito per un mero cavillo burocratico”.

L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Redattore e giornalista de L'Agenzia di Viaggi Magazine.

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