Così l’Egitto accoglierà i turisti nel post Covid

Così l’Egitto accoglierà i turisti nel post Covid
22 Maggio 07:00 2020 Stampa questo articolo

L’Egitto si prepara a riaprire gradualmente al turismo, dal mese di giugno, con una serie di misure di sicurezza anti Covid. È lo stesso presidente dell’ente turistico egiziano Ahmed Youssef a ribadire al mercato italiano, con una lettera, quali disposizioni a tutela della salute verranno attuate.

Senza dimenticare una serie di incentivi a sostegno dell’industria come la riduzione del prezzo del carburante aereo per raggiungere la destinazione; il visto per gli arrivi a Luxor e Assuan ridotto a 10 dollari; il taglio del 50% dei biglietti per musei e siti archeologici.

HOTEL E RESORT. Per il ricettivo, il ministero del Turismo ha stilato linee guida e regolamenti obbligatori per ricevere ospiti e ha dato il via a una prima fase sperimentale delle operazioni il 15 maggio 2020, con un massimo del 25% della capacità alberghiera totale (incluso l’uso diurno). Dal 1° giugno si passa invece al riempimento di massimo il 50% della capacità dell’hotel.

Per poter avere clienti, gli hotel devono presentare una domanda e rispettare le procedure inviate loro dall’Associazione alberghiera egiziana. Quando l’hotel passa il processo di revisione e ispezione – che viene effettuato da un comitato istituito ad hoc dalla Camera la Camera degli hotel egiziani e dal settore controllo infezioni ministeriale entro 10 giorni dalla presentazione della domanda – riceve un certificato su salute e sicurezza valido un anno. Ciascuna struttura deve avere una clinica in loco e un medico che vi lavori all’interno, in costante coordinamento con il ministero della sanità. Deve inoltre garantire la qualità dei dispositivi di protezione individuale e la sterilizzazione dei materiali utilizzati, trattando solo con aziende approvate dal suddetto ministero. Anche relativamente ai serbatoi dell’acqua ci sarà il controllo del dipartimento di Salute del ministero dell’Ambiente.

Kempinski Hotel Soma Bay EgittoMISURE PREVENTIVE PER GLI ESERCIZI ALBERGHIERI. La capacità della camera non deve superare i due adulti (e un bambino nella camera familiare). Gli hotel sono tenuti a fornire dpi (dispositivi di protezione individuale) per dipendenti e ospiti (strumenti di sterilizzazione come mascherine e guanti, etc.). Il carico massimo negli ascensori è limitato al 50% della capacità. Va garantita buona ventilazione in tutte le aree. Bisogna mettere in atto campagne informative di sensibilizzazione nella struttura che descrivano come prevenire la diffusione del virus. È vietato il servizio parcheggiatore. Tutti i casinò possono operare con il 50% della capacità totale; con l’obbligo di utilizzo di tutti i dispositivi di protezione individuale. Ciascun resort deve avere un’area appositamente dedicata alla quarantena di casi sospetti ma non critici.

ACCOGLIENZA. Il check in per gli ospiti devono essere eseguito elettronicamente o con penne usa e getta. Il bagaglio va sterilizzato prima del check in e del check out dall’hotel. La temperatura sarà misurata a ogni ingresso nello stabilimento e nelle aree pubbliche e in reception deve esserci il disinfettante. Le aree comuni vanno pulite frequentemente e deve esserci una gestione particolarmente attenta delle persone che soffrono di malattie croniche o di età superiore ai 65 anni. Tali misure devono essere esplicitate sul sito web dell’hotel per informare gli ospiti prima dell’arrivo.

CONDIZIONI DEI LAVORATORI. Impegno a a utilizzare un massimo del 50% della forza lavoro, a cui sarà misurata giornalmente la temperatura corporea. Il personale che rientra dalle vacanze sarà messo in quarantena per 14 giorni prima di iniziare. Tra una vacanza e l’altra dei lavoratori nelle città costiere devono passare almeno 60 giorni. La Federazione egiziana del turismo e l’Associazione alberghiera egiziana hanno il compito di fornire test rapidi per rilevare il virus agli hotel che ne sostengono il costo. Vanno previsti alloggi separati per i dipendenti dell’hotel, non affollati, fornendo al contempo aree di isolamento per i casi lievi di Covid-19 eventualmente scoperti. I lavoratori anziani o coloro che soffrono di malattie croniche non devono essere impiegati in lavori che richiedono un contatto diretto con gli ospiti. I dipendenti vanno informati su tutte le misure preventive di base e sui sintomi della malattia.

RISTORAZIONE. Nei ristoranti è vietato il servizio a buffet e si utilizzano menù predefiniti o à la carte. È proibito il narghilé. Agli ospiti va misurata la temperatura. Tra i tavoli da pranzo è obbligatoria la distanza non inferiore a 2 metri e di 1 metro tra una persona e l’altra al tavolo. I tavoli grandi per le famiglie non supereranno le 6 sedie. Per quanto possibile, vanno usate posate usa e getta. Ciascun tavolo deve essere dotato di sterilizzatori e salviette disinfettanti. E in ogni caso vanno esposte le linee guida nel ristorante.

PISCINE E SPIAGGE. Imposta la regolare manutenzione e disinfezione delle piscine e l’utilizzo della massima concentrazione di cloro (5mg/l) e bromo (10 mg/l), in grado di di neutralizzare il virus. Va pulita l’area intorno alla spiaggia e alla piscina, inclusi tavoli, sedie a sdraio, lettini, utensili usati da ogni ospite prima e dopo la fine dell’utilizzo. Tra un lettino e l’altro devono esserci almeno 2 metri e i teli da mare saranno posizionati nelle camere per ridurre il contatto tra le persone. Le attività ricreative di spiagge e piscine saranno ridotte al minimo.

PALESTRE E SPA. Va effettuata la pulizia delle superfici ogni ora, disinfettata completamente l’area della palestra dopo essere stata utilizzata (compresi i bagni), utilizzati dispositivi di separazione per le docce. È vietato l’uso di vasche idromassaggio, saune, vapore e massaggi. I visitatori esterni all’hotel non sono ammessi.

PULIZIE E LAVANDERIA. Le stanze devono essere pulite quotidianamente seguendo le istruzioni del ministero della Salute, così come secondo gli stessi diktat vanno pulite e sterilizzate ogni ora le superfici toccate di frequente come aree comuni e bagni pubblici. Va effettuata la pulizia completa delle stanze dopo la partenza degli ospiti e mobili e tessuti vanno disinfettati con una macchina a vapore. I panni sporchi e gli asciugamani da piscina vanno lavati ad alta temperatura. La biancheria da letto non va cambiata su base giornaliera e bisogna affidarsi maggiormente alle lavanderie self service. Vanno infine seguiti i dettami dei ministeri della Sanità e dell’Ambiente in materia di smaltimento sicuro dei rifiuti.

DIVING E ATTIVITÀ. L’attrezzatura – regolatore, giubbotto (bcd) maschera e boccaglio, muta da sub – va sterilizzata immergendola in una soluzione di candeggina (cloro) a una concentrazione del 10%. È necessario garantire la pulizia di superfici e aree come bagni, maniglie delle porte, sedute. Devono essere imposte restrizioni sul numero di passeggeri a bordo. Le attrezzature durante il viaggio non vanno per nessun motivo condivise. Bisogna dotarsi di antipiretico a bordo dell’imbarcazione e nella sede di partenza e anche misurare la temperatura dei passeggeri. È necessario fornire un elenco dei partecipanti all’escursione e degli operatori.

SUPERVISIONE E CONTROLLO. Il dirigente della struttura firma una dichiarazione in cui si impegna a rispettare le regole e le condizioni per l’autorizzazione alle operazioni. Va creato un proprio registro delle procedure e delle misure che sono state implementate. È obbligatorio segnalare eventuali casi sospetti, di dipendenti o ospiti. In caso di violazione delle norme e dei regolamenti, la licenza del gestore dell’hotel verrà revocata e l’attività della struttura sarà sospesa.

CERTIFICATO DI SICUREZZA IGIENICA. Il certificato di sicurezza per l’igiene deve essere disponibile in tutti gli hotel come prerequisito per ricevere ospiti. Acquisirlo significa aver rispettato le norme di salute e sicurezza richieste in conformità con le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità.

L'Autore

Claudia Ceci
Claudia Ceci

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