Così le carte virtuali hanno cambiato il business travel

Così le carte virtuali hanno cambiato il business travel
21 giugno 07:00 2019 Stampa questo articolo

In soli quattro anni è quadruplicato il numero globale delle aziende che fa affidamento alle carte virtuali per saldare i costi dei soggiorni in hotel dei propri dipendenti, passando dall’8% del 2015 al 31% del 2019, quasi un’azienda su tre. In testa alla classifica c’è l’Australia, dove il 46% delle aziende fa uso di questo tipo di pagamento, seguita a poca distanza dall’Italia che registra un 44%, mentre sono gli svizzeri a ricorrere al minor uso delle carte virtuali, circa un’azienda su dieci.

È questo il risultato dell’International Travel Management Study 2019, ricerca condotta annualmente da AirPlus che ha coinvolto un totale di 1.285 viaggiatori d’affari in 18 Paesi e 676 travel manager aziendali.

La carta digitale permette di tracciare tutti i movimenti effettuati, semplificando sensibilmente il lavoro amministrativo e di rendicontazione. È uno strumento sicuro perché gestito centralmente dall’azienda e consente di definire un massimale, la tipologia di hotel o merchant da pagare, oltre che il periodo di validità e il numero di transazioni.

Il report di AirPlus sottolinea come lo strumento possa essere particolarmente indicato anche per viaggiatori sporadici. Lo studio ha evidenziato che solamente un intervistato su dieci, infatti, effettua più di dieci viaggi all’anno, mentre il 25% fa da quattro a sei viaggi nei dodici mesi e oltre la metà  – il 51% – viaggia da una a tre volte all’anno. Per quest’ultima tipologia di viaggiatori d’affari le aziende raramente sono propense a destinare una corporate card, ma trovano nella carta virtuale uno strumento ideale, facile da usare e controllare, flessibile, trasparente e sicuro.

LE PREFERENZE DEI TRAVEL MANAGER. AirPlus fornisce anche alcuni interessanti insight per quanto riguarda l’utilizzo delle carte aziendali per i viaggiatori, rilevando come esse siano una soluzione generalmente apprezzata dal 74% dei travel manager intervistati. La Scandinavia registra qui la percentuale più alta, con l’88% di preferenze, mentre l’Italia, con il 79%, si attesta comunque sopra la media globale.

Se si guarda alle modalità generali di pagamento dei viaggi d’affari emerge tuttavia come, accanto alle carte di credito, continuino ad essere largamente utilizzate anche altre procedure: il 72% delle aziende chiede a chi viaggia per loro conto di coprire personalmente e anticipare i costi di viaggio, per poi saldare la somma a fronte di una nota spese. Questa modalità, differente a seconda degli stati, è utilizzata dalla maggior parte di tutti gli intervistati in tutti i mercati presi in considerazione, su tutti gli Stati Uniti con il 50%.

L’ultimo dato riguarda, infine, la prenotazione dei soggiorni hotel. Per il 52% degli intervistati vengono prenotati direttamente dall’azienda e per il 7% attraverso i self booking tool – per l’Italia questi dati sono rispettivamente del 49% e del 3%. Il restante 41% dei soggiorni hotel, invece, viene prenotato dal viaggiatore o attraverso Ota o direttamente presso l’hotel.

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