Così cambierà la Costa Smeralda (con l’impegno del Qatar)

15 Maggio 12:19 2019 Stampa questo articolo

«Il fondo sovrano del Qatar ha approvato il piano strategico quinquennale e i relativi investimenti di oltre 100 milioni di euro. Non mi sembra il comportamento di un azionista che intende lasciare, quanto piuttosto quello di chi vuole creare valore. È normale per un fondo sovrano fare di tanto in tanto delle valutazioni indipendenti, per ridefinire il valore della partecipazione, ma ciò non significa che voglia venderci». Così Mario Ferraro, ceo di Smeralda Holding, ha commentato i rumors circolati negli ultimi giorni sulla volontà di disimpegno della Qatar Investment Authority nei confronti della Costa Smeralda.

Voci che non hanno intaccato al momento la strategia del Gruppo, un piano di riposizionamento che andrà avanti fino al 2023 e che ha visto il 2018 come un anno strategico, quello in cui l’implementazione è entrata nel vivo e ha permesso per la prima volta di superare i 100 milioni di euro di fatturato: «Sono stati per la precisione 103 milioni, sei in più rispetto al 2017, ottenuti grazie alla crescita organica del comparto alberghiero ma in parte uguale anche alle nuove iniziative messe in campo – ha spiegato Davide Cerea, cfo di Smeralda Holding – L’ebitda si è attestato a 32 milioni, con un margine del 30,6%, e un’occupazione cresciuta del 3,3%, a quota 64%. Ma non vogliamo fermarci in questo percorso di crescita: per il 2019 abbiamo fissato l’asticella del fatturato a 107 milioni di euro, puntiamo quindi a una crescita del 4% e di 4 milioni, un impatto importante ce lo aspettiamo dalla marina di Porto Cervo (dall’anno scorso gestita dall’operatore specializzato Igy) e dal mondo alberghiero, in cui si attendiamo un’occupazione del 70% nella media dell’anno».

NUOVI BRAND, AL VIA LA GARA. «Già nel 2019 si comincia a vedere il nuovo volto che vogliamo dare alla Costa Smeralda», commenta il ceo Ferraro. Entro il 2023, poi, tutti e quattro gli hotel del Gruppo vedranno ompletarsi la ristrutturazione, ma Smeralda Holding è già al lavoro per quella che sarà la grande novità dopo quella data. Tra cinque anni infatti terminerà il contratto con Marriott, sotto le cui insegne sono gestiti i quattro hotel (Luxury Collection per Cala di Volpe, Romazzino e Pitrizza, Sheraton per Cervo Hotel) e l’obiettivo è diversificare i brand: «Abbiamo iniziato il processo di preselezione di diversi brand che potranno affiancarci, dal 2024, a completare gli ultimi step del riposizionamento – annuncia Ferraro – Vogliamo infatti creare una diversità di brand, perché siamo convinti che alla destinazione sia maggiormente utile avere più operatori che possano creare diverse value proposition, ma anche dal punto di vista commerciale questo potrà portare a un’amplificazione esponenziale della capacità distributiva».

«La strategia di rebranding è già iniziata nelle altre attività di retail, nella marina e nella ristorazione. Ora la vogliamo attuare anche per gli hotel – informa – Il mese prossimo partirà la gara (cui parteciperà anche lo stesso gruppo Marriott), l’obiettivo è selezionare i nuovi operatori entro la metà del prossimo anno per formalizzare poi i contratti di management entro la fine del 2020».

WELLNESS, FAMIGLIE E GIOVANI. Intanto, i lavori di riqualificazione dell’offerta alberghiera sono in corso, e proseguiranno nei prossimi inverni, guidati da alcune linee strategiche di quello che, nelle intenzioni, dovrà essere il nuovo volto della Costa Smeralda.

Tra i punti-chiave del rilancio: innanzitutto la diversificazione, per attrarre anche nuovi target come i giovani e aumentare l’appeal per le famiglie (quest’anno arriva un nuovo kids club al Romazzino e l’anno prossimo sarà la volta del Cala di Volpe); l’allungamento della stagione, che dai canonici giugno-settembre è arrivata oggi a essere maggio-ottobre. E non ultimo il posizionamento della Costa Smeralda come destinazione wellness: nei prossimi anni ogni hotel del gruppo avrà una spa, ma non solo.

Si inserisce infatti in questa scia quella che sarà una trasformazione del Pevero Golf Club: «Abbiamo un progetto di conversione in un vero e proprio sport resort – spiega Ferraro – Lo abbiamo pianificato per il 2021, un’operazione che naturalmente è subordinata alle concessioni edilizie ma che prevede l’ampliamento della clubhouse, la realizzazione di venti camere per un piccolo golf hotel, e la realizzazione di spa, palestra, piscina coperta, campi da tennis, per un’offerta sportiva a 360 gradi. L’obiettivo è tenerlo aperto tutto l’anno».

L'Autore

Mariangela Traficante
Mariangela Traficante

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