Cosa c’è che non va nel fondo perduto – Seconda parte

04 Dicembre 07:00 2020 Stampa questo articolo

La scorsa newsletter Cosa c’è che non va nel fondo perduto ha ricevuto come è comprensibile una certa attenzione. Andiamo qui ad approfondire alcuni temi.

Decreti liquidità, rilancio, ristori: perché l’agenzia di viaggi merita una analisi ad hoc. In un webinar di ieri mattina la presidente Fiavet Ivana Jelenic invitava realisticamente a non avere aspettative irrealistiche, esagerate, generiche e magari contrastanti con norme di legge o di procedura. Questo è condivisibile. Ma resta il fatto che lo stesso legislatore ha emanato per lo specifico settore norme contabili e fiscali particolari e specifiche, deroganti dalla normativa generale. Dunque l’Amministrazione riconosce la spiccata specificità della categoria e allora la stessa specificità la deve applicare anche ai provvedimenti Covid-19.

Senza questa analisi ad hoc si rischia di creare palesi iniquità e pericolose zone d’ombra e spesso la complicata selva dei decreti e provvedimenti di carattere generale risulta inapplicabile o penalizzante per le micro-imprese, agenzie di viaggi dettaglianti, che hanno caratteristiche dimensionali e strutturali ben diverse anche dai grandi tour operator.

Un esempio: il prodotto turistico non è a consumo immediato né a fatturazione immediata. Per un bar o un ristorante la quantità degli scontrini battuti in un giorno o in un mese è la misura della sua attività commerciale. Per un’agenzia di viaggi no, perché se la fai stare chiusa per i tre mesi di primavera saltano tutte le prenotazioni dell’estate e tale perdita non trova riscontro nei “fatturati” di quei tre mesi.

Ancora: se lasci il codice Ateco 79.11 (agenzie di viaggi dettaglianti) aperto, mentre chiudi il bar e il ristorante, non è che l’agenzia realizza “fatturato” perché non ha clienti da servire e viaggi da vendere. Quindi se non la ristori fai un’ingiustizia.

Men che meno ha senso la localizzazione in una zona rossa, arancione o gialla: se l’agenzia ha sede in una regione gialla, ma le gente non può muoversi e viaggiare, che senso ha escluderla dai ristori? In zona gialla un cliente può uscire a prendere un caffè, ma in agenzia di viaggi che ci va a fare? A prenotare il caffè del giorno dopo?

La sostanza è che l’agenzia di viaggi richiederebbe l’estensione dei benefici (ristori, rinvii e sospensioni delle scadenze fiscali e contributive) a tutto l’anno 2020, inserendo il codice Ateco 79.11 in tutti i provvedimenti, perché l’attività commerciale delle agenzie è totalmente ferma per tutto l’anno 2020 e così resterà ancora almeno per il primo trimestre 2021. Se vogliamo tenere in vita queste micro-imprese con la loro professionalità e il loro ruolo centrale per la gestione della domanda turistica, questo serve.

D’altra parte, che senso ha per l’erario creare un fumus burocratico enorme e costoso da gestire, per rincorrere presunti micro-gettiti da parte di micro-imprese sostanzialmente ferme?

La prossima newsletter sarà dedicata al “fatturato” (volume d’affari Iva) e alla discriminazione a danno dell’attività di intermediazione.

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La Newsletter del Centro Studi ©ADVManager, 04 dicembre 2020, n. 58
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