Corridoi turistici, la promessa che non basta

Corridoi turistici, la promessa che non basta
01 Settembre 12:32 2021 Stampa questo articolo

Il governo si dice finalmente predisposto a una concreta apertura di una serie di corridoi turisti per le mete esotiche, ma questa risulta essere oggi una promessa che convince, poco o niente, il mercato delle agenzie di viaggi e dei tour operator. Le prime reazioni alla dichiarazione d’intenti dei ministri Massimo Garavaglia e Roberto Speranza arrivano da Fto e Assoviaggi: secondo il presidente dell’associazione in seno a Confcommercio, Franco Gattinoni, gli italiani vanno assolutamente liberati «da una gabbia che non ha alcuna ragione di esistere».

«Ripristinare i corridoi turistici con voli Covid tested per le sole mete esotiche è un primo passo, ma ci si deve muovere per riaprire subito alla totalità dei viaggi e delle mete extra Ue – dichiara Gattinoni – Con il green pass e un tampone 48 ore prima del rientro è possibile ridare ai nostri concittadini quella libertà di movimento che oggi è già garantita alla stragrande maggioranza degli europei».

Stessa linea per Gianni Rebecchi, alla guida di Assoviaggi: «La richiesta del ministro Garavaglia al governo, d’intesa con il ministro Speranza, è un primo passo nella direzione delle richieste del comparto del turismo organizzato. In attesa della messa a punto di procedure e protocolli di sicurezza, occorre fare di più: servono ristori immediati dopo 18 mesi di fermo delle imprese».

«A essere frenato – prosegue Rebecchi – è stato anche il flusso del mercato europeo, sia in outgoing che in incoming, affossato da regole d’ingresso spesso confuse dei singoli Stati e dal chiasso mediatico provocato dalle modifiche sulle regole del green pass. Per le agenzie di viaggi, inoltre, non c’è stato alcun respiro neanche dalla domanda interna, ormai completamente disintermediata dai portali internazionali di prenotazione».

La soluzione? Una piena apertura dell’outgoing, con le giuste regole di sicurezza, secondo Gattinoni «consentirebbe al comparto di riguadagnare gli oltre 10 miliardi di fatturato persi. Peraltro questo darebbe una spinta anche all’incoming di turisti stranieri che è comunque crollato rispetto al 2019, a dispetto di una narrazione distorta secondo cui l’estate che sta passando sia stata tutta rose e fiori per il turismo italiano».

«Non si capisce perché oggi ci si possa ammassare nei treni regionali senza green pass e al tempo stesso sia vietato viaggiare in aereo fuori dalla Ue persino per chi ne è munito. L’Italia vive una situazione di handicap competitivo rispetto a Paesi e operatori europei, handicap che continua a colpire le imprese del comparto dopo quasi due anni di enormi difficoltà e che rischia di consegnare in mani straniere un intero settore del nostro turismo», conclude Franco Gattinoni.

Infine, il presidente di Assoviaggi ribadisce l’importanza di «un incontro urgente con il governo che coinvolga anche i sindacati, per mettere a punto un piano mirato a tutela del comparto. Servono subito nuovi contributi a fondo perduto per un settore ormai allo stremo e con licenziamenti e chiusure alle porte. Occorre, inoltre, un prolungamento della moratoria sui finanziamenti e del credito d’imposta sugli affitti fino a tutto il 2022, agevolazioni sugli investimenti in tecnologia e in formazione e ammortizzatori sociali riformati».

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