Contratti nell’era blockchain:
addio clausole nascoste e frodi

Contratti nell’era blockchain:<br> addio clausole nascoste e frodi
05 Luglio 11:05 2018 Stampa questo articolo

Un tempo nota per le sue pellicole fotografiche, scalzate oggi dal digitale, Kodak si è rilanciata sul mercato puntando sull’industria tech. Così ha sviluppato i progetti di KODAKOne e KODAKCoin, due piattaforme basate su tecnologia blockchain e criptovaluta, per garantire un maggiore controllo da parte di agenzie e fotografi nella gestione dei diritti sulle immagini. Un’operazione dettata anche dalla necessità di operare in trasparenza, sicurezza e indipendenza dei dati condivisi attribuibili alle cosiddette “catene di blocchi”.

Così anche il turismo si sta interrogando su come utilizzare al meglio gli aspetti rivoluzionari della blockchain, partendo dalla possibilità di creare contratti intelligenti. Roberto Preatoni, owner representative di Domina Coral Bay a Sharm El Sheikh, ha la sua idea di business: «Vogliamo portare per primi questa innovazione nel sistema di regolamentazione delle transazioni alla portata di tutta la filiera. Soprattutto al consumatore finale. La blockchain può essere utilizzata come database delle unità turistiche e delle prenotazioni a esse collegate, mentre agli smart contract spetterebbe il compito di automatizzare il processo dei depositi a titolo di caparra e dei rimborsi per le prenotazioni disdette».

Ma quali sarebbero i vantaggi per l’utente finale? «Guadagnerebbe in termini di velocità, certezza delle recensioni e gestione delle eventuali pratiche di rimborso per cancellazione», afferma il manager sottolinenado come la blockchain aiuterebbe il processo di prenotazione anche in caso di disintermediazione.

«Ma la figura dell’agente di viaggi non verrà intaccata da queste novità – prosegue Preatoni – poiché una grande fetta del mercato o è poco avvezza all’utilizzo di internet per acquistare una vacanza, o non si fida dei processi di salvaguardia dei dati della carta di credito o, più semplicemente, preferisce rivolgersi alla consulenza di un professionista».

Lo scenario futuro disegnato da Preatoni non porterà quindi all’annullamento della distribuzione tradizionale, in grado di confezionare un prodotto su misura e offrire assistenza, anche psicologica, nella selezione. «Non dimentichiamo, però, che il settore delle vendite online è in costante crescita, le olta quest’anno intermedieranno circa 800 miliardi di dollari di prodotto vacanza e il trend è destinato a crescere a ritmi vertiginosi».

Le applicazioni della blockchain nel settore turistico, quindi, tenderanno sempre di più ad automatizzare parte del lavoro, diminuendo i costi degli intermediari, ma ancora una volta sarà compito di chi gestisce le strategie aziendali scegliere quali relazioni e competenze umane sacrificare.

Sono le nuove formule contrattuali basate sulla tecnologia dei blocchi, quindi, che hanno destato maggiore interesse – non solo nel settore turistico – grazie alla decentralizzazione dei processi, all’incorruttibilità delle informazioni e alla disintermediazione. «Le blockchain di seconda generazione come Ethereum hanno applicazioni che permettono di decentralizzare qualsiasi operazione mantenendola sicura e applicabile nonostante l’assenza di un’azienda o di persone che la gestiscono», precisa Guillaume Robin, partner e fondatore della società di consulenza Digilex con sede in Belgio.

Il contratto intelligente è chiamato così perché, in primis, è un contratto iscritto sulla blockchain – per caratteristica inalterabile – e perché applica la sua esecuzione in forma automatica. «Il contratto ha, inoltre, un indirizzo proprio come ogni wallet ed è interamente disponibile. Impossibile, quindi, nascondere clausole o scrivere frasi facilmente fraintendibili o interpretazioni varie», rimarca Robin.

E davanti ai sistemi digitali i dubbi legali si riducono al minimo: «Il testo è in linguaggio informatico, che contrariamente a quello umano non soffre di interpretazioni differenti. Inoltre, possiamo includervi qualsiasi clausola, creando così contratti estremamente complessi».

Risvolti e modalità che potrebbero trovare sviluppi per realtà di sharing economy come Uber o Booking: «Queste realtà potrebbero funzionare interamente sulla chain e lo smart contract metterebbe in contatto diretto gli utenti con i conducenti e con i proprietari alberghieri, riducendo o eliminando così il ruolo dell’intermediario», conclude Robin.  Stessa formula su cui si basa il funzionamento di Fizzy, il sistema di refund lanciato dalla compagnia assicurativa Axa basato su blockchain Ethereum per i voli in ritardo. Il contratto sulla chain, infatti, controlla in diretta tutti i voli degli assicurati e rimborsa, automaticamente e senza nessun input da parte dell’azienda, tutti gli utenti i cui collegamenti riportano un ritardo di più di due ore.

L'Autore

Silvia Pigozzo
Silvia Pigozzo

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