Congressi ed eventi in Italia: così la pandemia ha azzoppato la crescita record

Congressi ed eventi in Italia: così la pandemia ha azzoppato la crescita record
17 Settembre 10:35 2020 Stampa questo articolo

Correva il 2019, un anno d’oro per i congressi in Italia, prima del fatidico anno zero. L’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi (Oice) presentato da Federcongressi in un web-talk, dal significativo titolo “Un futuro da ripensare” ha infatti certificato un trend da record con un tasso di incremento medio del numero di eventi del 4,1% annuo.

Ma ora la pandemia da coronavirus ha stravolto tutto e tutti e si è di fronte ad una sorta di anno zero anche per questo florido comparto. Se prima dell’emergenza Covid-19 oltre la metà delle sedi per eventi (55,7%) aveva previsto di effettuare nel 2020 almeno un investimento, la cancellazione della maggior parte degli eventi previsti in molti casi le ha obbligate a rinunciare agli investimenti in programma. Gli investimenti che hanno subito la maggiore quota di cancellazioni (il 66,6% delle sedi che li avevano programmati) sono stati quelli in risorse umane. Sono stati però mantenuti gli investimenti considerati maggiormente strategici, e cioè quelli in tecnologie (confermati interamente o parzialmente dal 70,4% delle sedi) e in infrastrutture/servizi (69,2%).

TUTTI I DATI DEL 2019. Tornando al consuntivo dell’era pre-Covid lo scorso anno in Italia, infatti, sono stati realizzati 431.127 eventi(+2,3% rispetto al 2018) per un totale di 29.101.815 partecipanti (+2,5%), 43.398.947 presenze (+2,6%) e 613.842 giornate (+2,8%).

Gli eventi della durata superiore a un giorno hanno rappresentato il 28,7% del totale e hanno totalizzato 11.994.000 partecipanti (+2,9% rispetto al 2018) e circa 29.020.000 presenze (+1,3% rispetto al 2018), venendo a rappresentare il 10,3% delle presenze riscontrate da Istat presso il totale delle strutture alberghiere nel 2019.

Sempre lo scorso anno sono state aziende, associazioni e istituzioni i principali promotori di eventi toccando il 94,6% del totale. Un dato interessante è che nel 2019 gli eventi promossi da associazioni (principalmente congressi) hanno incrementato il proprio peso percentuale raggiungendo il 25,3% del totale e interrompendo così il trend decrescente degli ultimi anni (22,8% nel 2018, 25,5% nel 2017, 31,6% nel 2016 e 34,8% nel 2015). Conseguentemente hanno diminuito il proprio peso percentuale gli eventi promossi da aziende (convention, meeting, lanci di prodotto) rappresentando una quota del 62,4% del totale degli eventi (65,5% nel 2018, 64,6% nel 2017, 56,5% nel 2016 e 55,4% nel 2015).

Circa la provenienza geografica dei partecipanti, come negli anni passati la maggioranza degli eventi (57,9%) si è svolta in ambito locale, cioè con partecipanti (relatori esclusi) provenienti prevalentemente dalla stessa regione della sede congressuale. Il 32,3% degli eventi ha invece avuto un orizzonte nazionale − ossia con partecipanti provenienti prevalentemente da fuori regione – e il 9,8% internazionale, con una crescita di 1,7 punti percentuali rispetto al 2018. Quasi il 58% si è svolto al nord, il 25% al centro e il 17% al sud.

RIPENSARE IL SETTORE. «A causa della pandemia – ha osservato la presidente di Federcongressi & Eventi, Alessandra Albarelli – non c’è settore industriale che non sia chiamato oggi a individuare nuove soluzioni e nuovi paradigmi per affrontare una crisi senza precedenti. La meeting industry si è però subito attivata per dotarsi di regole e strumenti grazie ai quali garantire la sicurezza biologica di eventi e congressi. Non siamo stati ad aspettare e abbiamo messo in campo competenze, professionalità ed energie: ora però è necessario che le istituzioni adottino misure straordinarie per sostenere le aziende di quello che è al contempo uno dei settori più colpiti dall’emergenza Covid19 e il settore più strategico per garantire la ripresa economica, culturale e sociale dei Paesi».

La presentazione dei dati relativi al 2019 della ricerca realizzata dall’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Aseri è stata inserita in un dibattito durante il quale gli stakeholder del settore si sono confrontati sui prossimi scenari che vedranno la meeting industry affrontare cambiamenti radicali a livello globale, constatando che lo tsunami Covid impone nuove modalità di organizzazione e gestione di eventi e dei congressi.

  Articolo "taggato" come:
  Categorie

L'Autore

Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

Guarda altri articoli