Confguide a Centinaio: “Niente retromarcia sulla guida unica e nazionale”

Confguide a Centinaio: “Niente retromarcia sulla guida unica e nazionale”
25 luglio 13:00 2019 Stampa questo articolo

Nessun passo indietro sulla riforma che stabilisce la figura unica e nazionale della guida turistica, “per evitare sperequazioni con le guide europee che vengono in Italia senza alcun limite di operatività territoriale”. È il messaggio che Confguide ha inviato al ministro del Mipaaft Gian Marco Centinaio, in merito alla legge delega in approvazione al Senato.

Inoltre, con l’attuazione della riforma organica della professione di guida turistica che ne seguirà, per Confguide “non bisogna ripristinare le suddivisioni territoriali, che danneggerebbero solo le guide italiane, privando completamente del lavoro tutti quei professionisti che dal 2013 hanno legittimamente operato come guide nazionali italiane”.

Come sostenuto in più occasioni dalla federazione che fa capo a Confcommercio, “la legge 97/2013 ha determinato in questi sei anni una evoluzione positiva per la categoria delle guide turistiche che continuano a investire risorse e creare attività potendo operare su tutto il territorio nazionale alla pari delle guide europee che lavorano in Italia. La riforma dovrà tenere conto di questa consolidata operatività nazionale e soprattutto dovrà tutelare le guide già abilitate e non comportare nuovi obblighi e l’introduzione di limitazioni operative e territoriali”.

In altre parole la confederazione rilancia lo slogan “libera circolazione e libera prestazione”, auspicando che il governo, una volta approvata la legge delega, intraprenda con urgenza “una riforma organica e complessiva seria e costruttiva che valorizzi il ruolo delle guide turistiche senza limitare le possibilità di esercizio di quella che per definizione è e deve rimanere una libera professione,  partendo dalla attuale denominazione di guida nazionale”.

La nota di ConfGuide si conclude rammentando che la guida nazionale è stata istituita nel 2013 per mettere i professionisti italiani nelle stesse condizioni dei colleghi degli altri Paesi Ue, quindi “a tutela e non contro” le guide italiane, salvaguardando così migliaia di posti di lavoro.

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