Confcommercio: «Riparte l’industria della cultura»

by Redazione | 21 Settembre 2017 12:50

Dopo anni di difficoltà, cresce il clima di fiducia delle imprese culturali e creative (cinema, teatri, musei) sia riguardo all’andamento economico (per il 17,7% nel 2016-17 e per il 32% nel 2018-19) che ai ricavi (per il 14% nel 2016-17 e per il 18,1% nel 2018-19). Positivo, inoltre, il trend per l’occupazione nel prossimo biennio (per l’88%), così come risulta essere in ripresa la capacità di far fronte al fabbisogno finanziario (per il 10,7% nel 2016-17 e per il 13,4% nel 2018-2019).

Per tre imprese su quattro il costo della burocrazia e le politiche pubbliche inadeguate sono i principali fattori di ostacolo alla crescita del settore. Oltre l’80% delle imprese è d’accordo sulla coesistenza tra l’offerta culturale pubblica e quella privata.E più del 95% crede nell’idea di un palinsesto di eventi condiviso, mentre per l’86,1% delle imprese è importante che ci sia una maggiore interconnessione tra promozione turistica e attività culturali.

Sono i risultati dell’indagine La cultura che crea valore realizzata da Confcommercio-Imprese per l’Italia e Agis, in collaborazione con Format Research, incentrata sul sentiment delle imprese culturali e creative e sui consumi culturali degli italiani, che vede in testa le aree metropolitane di Milano, Roma e Bologna.

Per oltre il 90% degli italiani una migliore accessibilità, comunicazione e formule di pagamento più efficienti renderebbero maggiormente fruibile l’offerta culturale sia pubblica che privata. Apprezzata poi, soprattutto, la varietà di spettacoli (per il 78,9%), il numero e la qualità delle attività culturali e commerciali connesse a cinema e teatri (74,7%), le novità introdotte nei palinsesti (70,8%);, e per oltre tre italiani su cinque le strutture culturali pubbliche e private dovrebbero essere sostenute allo stesso modo dallo Stato.

E in tale ottica ricopre un forte significato il protocollo d’intesa firmato da Confcommercio con Agis, come sottolinea il presidente della confederazione Carlo Sangalli: «C’è l’obiettivo di promuovere le attività culturali e creative per rendere più attrattivo e competitivo il nostro Paese. Con un impatto significativo prima di tutto sul turismo, che se da una parte sta registrando dati positivi negli ultimi mesi, dall’altra ha ancora tanto da migliorare sul lato dell’offerta. Proprio gli eventi artistici e culturali possono favorire sia soggiorni più lunghi che la destagionalizzazione della domanda turistica. Come emerge dalla nostra ricerca, ogni euro investito nell’organizzazione di un evento culturale attiva 5 euro di valore aggiunto, ossia di ricchezza finale che rimane nel territorio».

 

 

 

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