Coima progetta il rilancio dell’Hotel des Bains di Venezia

Coima progetta il rilancio dell’Hotel des Bains di Venezia
12 luglio 11:53 2019 Stampa questo articolo

È nota per gli investimenti di Porta Nuova, una delle aree di riconversioni e nuovi sviluppi immobiliari di Milano, ma Coima Sgr (oltre 5 miliardi di euro di investimenti gestiti) guarda con molta attenzione anche al mondo dell’ospitalità.

«Siamo entrati nel turismo tre anni fa su richiesta di investitori italiani», fa sapere Matteo Bertolini, director advisory, business development della società. E i riflettori al momento sono puntati sul Lido di Venezia.

Qui, infatti, si trovano le due strutture in portfolio investimenti, l’Hotel Excelsior e l’Hotel des Bains. «Siamo subentrati a un fondo che aveva delle criticità. In particolare, mentre l’Excelsior (risalente ai primi del ‘900, oggi conta 197 camere ed è aperto da aprile a novembre, ndr) non ha mai sospeso le attività, l’Hotel des Bains è chiuso da circa dieci anni».

Ed è qui che si concentrano le criticità, ma anche le novità: «Abbiamo sondato potenziali gestori e abbiamo ricevuto diverse manifestazioni di interesse – annuncia il manager – Si tratta di un intervento che ha un costo, oggi la sfida è trovare i fondi per riqualificare».

Potrebbero dunque arrivare sviluppi per uno degli hotel simbolo della Belle Èpoque e che ispirò a Thomas Mann la scrittura del suo “Morte e Venezia” (e qui fu anche girato l’omonimo film di Luchino Visconti, ndr).

Intanto per il manager le due strutture non sono solo hotel ma vere destinazioni, «con tre spiagge da noi gestite, su cui abbiamo rinnovato le concessioni per altri venti anni». Il des Bains ha anche un parco privato e accesso diretto alla spiaggia anch’essa privata, e prima della chiusura contava su 191 camere, ma non è detto che il numero non venga ridotto nel corso della ristrutturazione per agire su qualità e dimensioni.

LUCI E OMBRE DEL COMPARTO. Per il manager il comparto dell’hospitality italiano possiede luci e ombre: «Il Paese è in crescita, ma soffre di un gap nelle infrastrutture rispetto a concorrenti, come la Spagna. I flussi vengono spinti dalla domanda internazionale, soprattutto quella upscale», e quindi in questa direzione dovrebbero dirigersi gli investimenti, anche se «l’offerta frammentata rende difficile l’investimento da parte degli operatori internazionali», conclude Bertolini.

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Mariangela Traficante
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