Club Med, la bacchettata di Amzallag: «Italiani ritardatari»

by Claudia Ceci | 12 ottobre 2018 9:00

Club Med è pronto a riconquistare l’Italia. Lo storico tour operator francese, a dispetto dei detrattori e della concorrenza, non intende farsi da parte. Dopo aver annunciato la rivoluzione commerciale con circa 350 agenzie partner e la riorganizzazione della direzione commerciale, con l’ingresso di un responsabile proveniente dalla grande distribuzione organizzata, il direttore generale del Sud Europa Eyal Amzallag ha dettato la roadmap per i mesi a venire, forte di una stagione estiva che ha fatto segnare un +9% di crescita rispetto alla precedente.

Quanto tempo serve all’Italia per tornare tra i top market?
«Un anno, al massimo due. Però è fondamentale che l’Italia faccia la sua parte. A cominciare dall’advanced booking, visto che gli italiani prenotano sempre in ritardo e invece i francesi si muovono prima. Il risultato dei Blue Days anticipati quest’anno tra il 2 e il 4 ottobre, con lo sconto del 15% e i bambini gratis fino a 6 anni in tutte le stagioni, è già un primo importante banco di prova. Le agenzie italiane partner giocano un ruolo fondamentale nel far risalire l’Italia. I risultati di Club Med in Italia per l’estate appena trascorsa sono stati ottimi e questo ci fa pensare di aver preso la direzione giusta».

Un primo bilancio del 5 tridenti a Cefalù. «È stato il gioiello dell’estate 2018, come ci aspettavamo. Tra l’altro ad agosto, nel pieno della stagione, abbiamo inaugurato una nuova piscina naturale all’interno della struttura. Ma anche qui, gli italiani speravano di trovare posto ad agosto all’ultimo momento…». Quali saranno i prossimi investimenti in Italia e nel mondo? «Siamo in fase di negoziazione in Italia. È presto per parlare di location. Posso solo anticipare che pensiamo a tre destinazioni: due mare e una montagna. Nel mondo, stiamo lavorando su circa 20 nuove strutture, tutte 4 e 5 tridenti».

Uno sguardo sul Mediterraneo… «Torniamo in Spagna dopo un’assenza di anni. Ad agosto 2019 apre il Magna Marbella. È un 4 tridenti di design, un’area di 12 ettari di giardini e terrazze, con 4 piscine e oltre 500 camere. Siamo a due passi dal centro storico della cittadina andalusa e a 45 minuti da Malaga. Marbella è luogo caro agli amanti del golf e meta del jetset internazionale, oltre a coniugare mare e ricchezze culturali e naturali dell’Andalucia. Torno a dire agli italiani di giocare d’anticipo; anche le vendite per il nuovo Club Med – che è il primo con i campi di paddle tennis – sono partite a ottobre».

E quindi torniamo alle agenzie. Come scegliete i top partner?
«Prima di mettere a punto la strategia c’è stato uno studio di mercato per capire come espandere l’area business in Italia e qual era il potenziale di crescita. È risultato che le migliori agenzie non necessariamente sono quelle che hanno maggiore capacità di vendere, ma soprattutto quelle che sanno interagire con tutti gli strumenti messi a disposizione da Club Med. Saranno queste competenze a fare la differenza».

Parliamo di shooking?
«Oggi si vive online, non si va solo online ed è bene che gli agenti di viaggi lo tengano ben presente. Il digitale cambia completamente il modo di prenotare dei clienti, dunque web e face to face devono integrarsi e non combattersi. Shooking unisce le esperienze di shopping e booking».

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