Club del Sole: «L’estate in Italia occasione per scoprire il glamping»

Club del Sole: «L’estate in Italia occasione per scoprire il glamping»
22 Maggio 07:00 2020 Stampa questo articolo

Parola d’ordine: flessibità. Insieme a glamping, offerta di cui «l’Italia non è ancora completamente consapevole». Giovanni Cavalli, tra i maggiori esperti internazionali di hôtellerie e parchi tematici, oggi è consigliere delegato di Club del Sole, network di 15 camping village per un totale di 1 milione di metri quadrati di spazio, in 6 regioni italiane: Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Abruzzo.

Si riapre dal 30 maggio e per l’estate alle porte Cavalli lancia un messaggio alle agenzie di viaggi: «Il nostro settore è ancora una nicchia, ma comincia a destare l’interesse degli agenti; noi siamo aperti e felici di collaborare con tutto il mondo agenziale».

Giovanni Cavalli consigliere delegato Club del SoleParliamo della strategia per la riapertura di Club del Sole…
«Abbiamo appena terminato di recepire gli input delle varie regioni e definito le date precise di riapertura dei nostri 15 villaggi. Si va dal 30 maggio al 20 giugno. Si parte dall’Emilia Romagna e a ruota seguono tutte le altre regioni. Dal punto di vista comunicativo siamo rimasti molto presenti anche in questo periodo dove in pochi hanno continuato a farsi sentire. Abbiamo evidenziato le problematiche che si presenteranno in questi mesi estivi, come la difficoltà di avere periodi di ferie molto lunghi».

Lo smart working nei camping può essere la chiave?
«Abbiamo lanciato il programma Smart Working Village dove, a prezzi più abbordabili, anche il capofamiglia può lavorare in una struttura completamente autonoma, isolata e con l’accesso al mare e alla spiaggia. Allo stesso tempo la famiglia può rilassarsi e stare all’aria aperta. Inoltre offriamo la flessibilità di poter fare short break, mentre prima il mondo del villaggio aveva una permanenza minima».

Dal punto di vista della tecnologia?
«Per lo smart working non dovrebbe esserci problema. Avevamo già aree dedicate e con la tecnologia in 4g di oggi è semplice e immediato ampliare la possibilità di connetterci e sarà sempre più così».

Easy Holiday: la vacanza a rate funziona?
«Con Easy Holiday, siamo andati incontro alle necessità dell’estate che viene. Flessibilità sia dal punto di vista del soggiorno, di scegliere quando andare in vacanza, e sia del poter dilazionare in piccole rate il pagamento della vacanza. Ci è sembrata un’iniziativa importante viste le difficoltà economiche degli italiani, per dare la possibilità un po’ a tutti di passare qualche giorno in famiglia in relax. Da giovedì-venerdì della scorsa settimana abbiamo riscontrato un immediato interesse da parte della nostra clientela, dovuto anche all’inizio della Fase 2. Il mondo e in particolare gli italiani si sono rilassati sul dove e come fare le vacanze. Il fatto di essere all’aria aperta e disporre di spazi enormi ci rende competitivi sul mercato travel rispetto ad altre scelte e questo, oltre alle iniziative prese, ci premia. La possibilità di rateizzare a partire da 100 euro al mese sta funzionando. Tra l’altro è easy – facile – raggiungerci su gomma; abbiamo implementato tutto ciò che è flessibilità della vacanza a 360 gradi e i risultati sono indubbiamente».

Praticherete tariffe diverse dagli anni scorsi?
«I prezzi sono in linea con quelle degli scorsi anni, anzi leggermente ritoccati al ribasso per venire incontro ai clienti. Non pensiamo di incrementarli; ci riteniamo competitivi rispetto ad altre formule di vacanza e vogliamo dare l’opportunità a tutti di poterci raggiungere».

E sulle differenze nella gestione spiagge tra le regioni?
«Studiamo le 6 regioni su cui siamo presenti. Ma il concetto base è quello del distanziamento e da lì non si scappa, oltre poi all’utilizzo della mascherina. Oltre a qualche peculiarità propria delle regioni, su cui andiamo a perfezionarci. Le regole però non sono così disparate da crearci problemi».

Come immagina l’estate 2020?
«Me la immagino di valori: della famiglia, della condivisione, dell’aria aperta, del sole, del mare, del relax. Questo sarà un po’ il leit motiv. Avere a disposizione una spiaggia privata lunga 5 chilometri, dove solo i nostri clienti possono accedere, dà un senso di sicurezza a ospiti e collaboratori. Abbiamo previsto varie iniziative come il delivery della ristorazione nelle case mobili e altri servizi personalizzati. Sarà un’estate all’insegna dell’evitare preoccupazioni. Vogliamo trasmettere tranquillità e stiamo pensando a tutto perché ognuno possa godersi il soggiorno».

Come immagina invece il futuro del turismo a medio e lungo termine?
«Penso che ci sarà uno strascico psicologico temporaneo dovuto a questi mesi di isolamento totale. Però ho vissuto tante crisi da addetto ai lavori nel turismo – Sars, Torri gemelle, guerra del Golfo – e fortunatamente l’essere umano reagisce. Un giorno tutto tornerà alla normalità, anche se per questo servirà un vaccino. Questa situazione ha offerto anche delle opportunità, oltre a tutto il negativo che ha comportato, comporta e comporterà: ci siamo sensibilizzati a valori più profondi. Pensiamo all’ecologia e all’inquinamento. Credo che questo tema non sarà dimenticato».

Trend di crescita del 13% a livello internazionale già da inizio anno. Ma quanto pesa il turismo en plein air in Italia?
«In Italia siamo agli albori, abbiamo iniziato da qualche mese a parlare di glamping. L’idea del campeggio di 20 anni fa in tenda e roulotte non esiste più e molto probabilmente l’Italia non è ancora completamente consapevole di quello che il glamping può offrire. Sono unità abitative migliori di un appartamento, il servizio è quello dell’hôtellerie tra ristorazione e animazione; è un prodotto totalmente nuovo che si affaccia sul mercato e quest’anno abbiamo l’opportunità per mostrarne le potenzialità agli italiani, nel poter essere autonomi, stare all’aria aperta, avere infinite possibilità di fare sport e usufruire di tutti i servizi del mondo degli alberghi».

Quale politica attuate rispetto alle agenzie di viaggi?
«Le agenzie non sono davvero entrate in questo mondo del villaggio-campeggio-glamping; essendo ancora di fatto una nicchia non ha destato interesse nel passato ma lo sta destando oggi. Nell’ultimo mese abbiamo avuto parecchie richieste di prenotazioni dalle adv. Auspico che con il mondo agenziale che per noi è fondamentale dal punto di vista della distribuzione – con dei network così importanti in Italia – si possano stringere partnership. Per le agenzie è una grande opportunità per entrare in un segmento di mercato ancora abbastanza sconosciuto».

È passato dai parchi tematici al glamping: qual è la sfida?
«Sono nato professionalmente nel mondo dell’hôtellerie e da lì sono entrato nel mondo dei parchi, che ahimè è completamente in mano alle multinazionali per cui le logiche di crescita sono legate al mondo finanziario. Mentre il mondo del glamping sta nascendo: Club del sole è una delle pochissime realtà in Italia che si sta strutturando a livello di catena e il passaggio da una realtà piccola a medio grande mi ha attratto molto, perché c’era da riorganizzare la parte commerciale, di comunicazione, di prodotto. Non è facile ma è in crescita e c’è la possibilità di lasciare un’impronta; di poter portare l’esperienza accumulata in 25 anni a livello internazionale nella mia terra».

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Claudia Ceci
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