Chi è Aponte, il fondatore di Msc che vuole Ita Airways

Chi è Aponte, il fondatore di Msc che vuole Ita Airways
25 Gennaio 12:30 2022 Stampa questo articolo

Per Bloomberg è il secondo uomo più ricco della Svizzera. Per Forbes è il 208° uomo più ricco al mondo. È alla testa di una family company internazionale che impiega oltre 100mila dipendenti. Da fine 2021 è il primo armatore al mondo di container, avendo scavalcato con la sua Msc (Mediterranean shipping company) la danese Maersk. Guida il terzo brand crocieristico mondiale (dopo Carnival e Royal Caribbean) con 19 navi in flotta, due in arrivo nel 2022 e ordini fino al 2027; è tra i più grandi investitori in terminal portuali. E adesso alle navi vuole aggiungere gli aerei.

Gianluigi Aponte, con il Gruppo Msc, ha presentato al governo italiano una manifestazione di interesse per acquisire una quota di maggioranza di Ita Airways (si vocifera il 40%), con Lufthansa partner industriale. L’obiettivo dell’operazione, il cui valore si aggirerebbe tra i 1,2 agli 1,4 miliardi di euro, avrebbe come scopo quello di “attivare sinergie positive sia nel settore cargo che nel settore crociere”. Una notizia che pare non aver destato grosse sorprese negli ambienti finanziari internazionali. Aponte non è nuovo a operazioni globali: a fine 2021 aveva infatti offerto 5,7 miliardi di euro per acquisire il 100% di Bolloré Africa Logistics.

Classe 1940, nato a Sant’Agnello, penisola sorrentina, Aponte vive da molti anni a Ginevra, in Svizzera, dove il Gruppo Msc ha il quartier generale. Riservato, di poche parole, non diffonde numeri sulla sua attività, nonostante in tanti abbiano provato a stimare gli utili dell’azienda e il suo patrimonio.

La sua storia è quella di un uomo che si è fatto da solo: nato da una famiglia a vocazione marittima (il nome appare già su documenti risalenti al XVII secolo), perde il padre da bambino; si diploma all’Istituto nautico di Piano di Sorrento e si imbarca, iniziando una vita da marinaio. Negli anni ’60 comincia a lavorare nella flotta di Achille Lauro e fa una rapida carriera diventando capitano di lungo corso. Conosce la turista svizzera Rafaela, figlia del banchiere Denat Diamant, la sposa e si trasferisce in Svizzera dove lavora come consulente finanziario.

Nel 1970 compra una nave di seconda mano e fonda la Aponte Shipping Company, che diventa poi Mediterranean shipping company. L’anno dopo rileva una seconda unità cargo usata e da lì è un crescendo: acquista porta container di seconda mano per farle navigare con contratti vantaggiosi. Da sempre, però, il suo modello è il comandante Achille Lauro e nel 1987 inizia a operare anche nel comparto passeggeri acquisendo una quota e poi la maggioranza della Starlauro, ovvero quello che restava della Flotta Lauro. Il cargo cresce e dal 2000 crescono anche le crociere, con l’acquisizione di altre due unità dal fallimento Festival: Aponte punta al Mediterraneo e all’Italia, dove domina Costa Crociere.

In poco più di 50 anni, il “Comandante”, come lo chiamano i marittimi campani, è passato da una nave a oltre 600, tra cargo e passeggeri. Ha costruito un impero sul mare che comprende porta container, navi da crociera, traghetti e terminal portuali.

L’azienda resta però una family company, i figli Diego e Alexa, la moglie Rafaela e il genero Pierfrancesco Vago ricoprono ruoli chiave; molti marittimi negli anni sono arrivati a ricoprire incarichi di manager o direttori. Dei 100mila impiegati nel mondo, 15mila sono in Italia.

Oggi il Gruppo Msc comprende una divisione cargo con Msc Mediterranean Shipping Company (Msc), Terminal Investment Limited (TiL), Medlog, e una divisione passeggeri guidata da Msc Crociere (nel 2021 è stato lanciato anche il nuovo brand lusso Explora Journeys) cui si aggiungono anche i traghetti passeggeri con Grandi Navi Veloci (Gnv) e Snav.

“Nel corso degli anni, Msc ha diversificato le proprie attività in modo da includere trasporti terrestri, logistica e un portafoglio in crescita di investimenti in terminal portuali. Oggi, l’attenzione rimane fedele alle nostre radici e continuiamo a costruire e mantenere partnership di fiducia a lungo termine con clienti di tutte le dimensioni e portate”, si legge in una nota dell’azienda.

Quanto a diversificare, Ita Airways non è il primo approccio di Aponte agli aerei e alla compagnia di bandiera italiana. Nel 2009, ai tempi di Cai, era stato uno dei capitani coraggiosi chiamati da Silvio Berlusconi (allora premier) per guidare Alitalia fuori dalla crisi. Ma il fondatore di Msc uscì dalla cordata in pochi mesi, cedendo le sue quote al Gruppo Riva.

Adesso, forse, gli aerei ritornano. Nonostante i decenni passati in Svizzera e gli uffici in tutto il mondo, lo sguardo di Aponte vira sempre all’Italia.

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L'Autore

Claudia Ceci
Claudia Ceci

Giornalista professionista, redattore. Specialista nel settore viaggi ed economia del turismo e delle crociere dopo varie esperienze in redazioni nazionali tv, della carta stampata, del web e nelle relazioni istituzionali

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