Cessione dei contratti di viaggio: Fiavet stana la magagna

Cessione dei contratti di viaggio: Fiavet stana la magagna
03 Agosto 11:41 2018 Stampa questo articolo

Un cliente può cedere il proprio pacchetto a un altro viaggiatore? La risposta è sì, se si tiene conto che la nuova direttiva Ue sui pacchetti turistici lo prevede. Ma qualcosa, a quanto pare, lo impedisce: la resistenza da parte di alcune compagnie aeree al cambio di nominativo.

È il caso sollevato da Fiavet nazionale, che ha deciso di inviare una lettera aperta a Iata e vettori, e per conoscenza al ministero dei Trasporti, del Turismo e all’Enac. La federazione che fa capo a Confcommercio ha raccolto, così, l’invito delle agenzie di viaggi e ha lanciato un appello affinché “vengano subito prese le corrette misure interne che consentano il cambio nome a favore dei cessionari di pacchetti, chiedendo ai ministeri ed enti, secondo le rispettive competenze, di vigilare sull’attuazione delle norme”.

«Abbiamo ritenuto fondamentale attivarci perché venga applicato e rispettato quanto previsto dal Codice del Turismo – ha dichiarato Ivana Jelinic, presidente di Fiavet – e per sostenere e garantire i diritti delle adv e del consumatore finale».

Ricapitolando, con il recepimento della direttiva Ue 2302/2015 è stato modificato l’articolo 39 del Codice che disciplinava la cessione del contratto di viaggio. La nuova disposizione, ora contenuta nell’articolo 38, consente all’acquirente di un pacchetto, che includa almeno due servizi turistici, di poterlo cedere con preavviso di almeno 7 giorni prima della partenza.

In realtà, come sottolineato dall’avvocato di Fiavet, Federico Lucarelli, «nonostante quanto previsto dal Codice, non si può non registrare la resistenza, soprattutto da parte del comparto aereo, a rispettare tale obbligo».

Molte agenzie di viaggi associate, fa sapere l’associazione, hanno infatti segnalato che i vettori aerei, nella pratica, non permettono di effettuare il cambio nome sui voli acquistati, impendendo all’agenzia di assicurare quello che di fatto è un diritto di cessionario e cedente del pacchetto, nel rispetto ovviamente da parte di questi del pagamento degli oneri richiesti dal vettore, come regolato dallo stesso Codice del Turismo.

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