C’era una volta il telex

C’era una volta il telex
29 agosto 07:00 2017 Stampa questo articolo

Nel giro di 25 anni il mondo del turismo, come qualsiasi altro settore produttivo, ha subìto accelerazioni impensabili, evoluzioni al limite dell’immaginabile e tanti strumenti di lavoro degli agenti di viaggi sono andati in soffitta. La grande rivoluzione è stata sicuramente il passaggio dall’analogico al digitale e l’irruzione di internet. Ma desta sempre emozione ripensare a quegli oggetti che hanno ritmato l’attività in agenzia di tanti addetti ai lavori.

In questa galoppata vintage il primo strumento che ricordiamo è il telex, abbreviazione di teleprinter exchange. Furoreggiò negli anni Ottanta e Novanta e rappresentò per le adv il canale più utilizzato per dialogare con i vari fornitori di servizio. Ed è proprio alla fine del millennio che questo “gioiello”, pronipote evoluto del leggendario telegrafo, lasciò il posto al telefax, il servizio telefonico per trasmissione dati, testi e immagini che ancora per poco, secondo molti, compare sugli scaffali delle agenzie di viaggi, utilizzato spesso come poster da vetrina con le offerte speciali e le info su viaggi consigliati.

Accanto a questi due insostituibili compagni d’ufficio, l’agente di viaggi ha lavorato per tanti anni con una telefonia che ha visto alternarsi apparecchi a tastiere variabili, multifunzione e ovviamente i centralini per lo smistamento ai vari reparti (viaggi, biglietteria, tour, escursioni e via dicendo). Anche per i telefoni tradizionale i mesi sono contati, poiché l’avvento dei cellulari, degli smartphone e soprattutto di Skype e simili, rende oggi il collegamento con l’estero un gioco da ragazzi decisamente low cost.

Così come insostituibile è stata per almeno tre decenni la macchina da scrivere, con tastiere sempre più agevoli per battere itinerari di viaggi e documenti dei clienti; dalla famosa Rover Modello 2000 alla Olivetti ET Personal 50. Altra macchina essenziale, che in agenzia ha attraversato indenne gli ultimi decenni è la fotocopiatrice. Qualcuno si ricorderà che i primi esemplari, targati rigorosamente Olivetti entrarono in agenzia alla metà degli anni Settanta, con il mitico modello Copia 1500 (otto copie al minuto, all’epoca una vera rivoluzione), successivamente sostituito da macchine sempre più sofisticate come le Xerox, le Canon, le Hewlett-Packard, le Toshiba che dal Duemila a oggi hanno dominato la scena.

Un discorso a parte merita il computer. Anche in questo caso nel giro di un solo decennio si è passati da mastodontici apparecchi da tavolo con ingombranti colonnine a scomparsa (sotto la scrivania) ai personal computer (Pc); dalla memoria di dati e documenti conservati negli ormai leggendari floppy disk, che spesso si rovinavano creando il panico negli uffici, fino al cd-rom che ora cedono il passo alle chiavette Usb e soprattutto all’archiviazione in cloud. Il primo modello di Pc fu presentato dall’Ibm, detta anche Big Blue, nel 1981: si trattava di un “macinino” con monitor monocromatico, 64 kb di memoria e un microprocessore che, al pari del Motorola 68000, avrebbe fatto storia: l’Intel 8088.

E si arriva alle stampanti: negli anni Ottanta non molte adv potevano permettersi questo strumento, assai costoso e ingombrante, soprattutto nelle prime versioni laser, ma già agli inizi degli anni Novanta la Canon e la Xerox produssero modelli più economici che invasero gli uffici. E solo quindici anni fa sarebbe stato impensabile ipotizzare di realizzare, proprio con stampanti sofisticate in agenzia, cataloghi di viaggio in casa, personalizzare pacchetti con stampanti a colori, con tanto di logo dell’agenzia.

Ma la scorribanda tra gli scaffali delle adv, curiosando tra gli strumenti di lavoro, potrebbe andare avanti all’infinito: si pensi solo ai piccoli strumenti di lavoro, dagli evidenziatori, apparsi verso fine degli anni Ottanta ai post-it di gran moda negli anni Novanta, oggi sostituiti da testi inviati in tempo reale tramite WhatsApp, dai promemoria digitali sugli smartphone e da strumenti come Google Calendar.

Erano altri tempi. Tempi non ossessivi come quelli di oggi che, se non si risponde a un sms o a un’email in pochi minuti, si insinua il dubbio che l’agenzia abbia chiuso i battenti.

Ma cosa resterà da oggi ai prossimi 10 anni degli strumenti che rappresentano ancora un prezioso supporto al lavoro in agenzia? Possiamo riprendere un’indagine a campione di Linkedin che ha stilato una classifica in percentuale degli strumenti d’ufficio destinati a scomparire entro il 2030. Sarebbe imminente l’addio ai registratori (79%), seguiti dal fax (71%), dal Rolodex (58%), dal desktop computer (38%), dai telefoni da scrivania (35%) e dalle chiavette Usb (17%).  Mentre, al contrario, nel rating degli strumenti che domineranno la scena negli uffici del mondo e quindi anche nelle agenzie, un buon 70% dei professionisti intervistati ha indicato i tablet. E si può aggiungere la cara, vecchia, insostituibile calcolatrice da tavolo. Benvenuti nel futuro.

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Andrea Lovelock
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