Centinaio: «Troppe tasse, così perdiamo turisti»

Centinaio: «Troppe tasse, così perdiamo turisti»
11 febbraio 07:00 2019 Stampa questo articolo

«Rischiamo di diventare turista-repellenti». Il ministro delle Politiche agricole ambientali e forestali e del Turismo, Gian Marco Centinaio, inaugura Bit 2019 a Milano accusando la scelta di alcune destinazioni italiane – Venezia in primis – di aggiungere nuove tasse a carico dei visitatori.

Il ministro, oltre all’appello accorato per cui «l’Italia va promossa meglio e in maniera più coesa», non ha potuto sottrarsi al tema caldo della tassa d’ingresso a Venezia. «Il sindaco di Venezia decida quello che vuole – ha detto Centinaio – Io dico semplicemente che da un lato chiedono a ministero e assessori regionali di far crescere il numero dei turisti, ma contemporaneamente dall’altro lato ci ritroviamo tassa di soggiorno, tassa di ingresso a Venezia, qualcuno che in Sardegna sta proponendo la tassa di sbarco, mentre in alcune isole minori c’è già una tassa di sbarco per quanto riguarda le navi. La mia domanda è:  se fossi un turista, perché dovrei venire in Italia a farmi spennare? Vado altrove dove mi accolgono meglio».

OVERTOURISM? NON È UN PROBLEMA. Centinaio attinge anche alla cultura cinematografica, citando la famosa commedia Non ci resta che piangere. «Vi ricordare la scena del film con Benigni e Troisi sul fiorino per entrare e uscire da Frittole?  una tassa continua. Questo sta diventando il problema e prima o poi i viaggiatori andranno da un’altra parte. Tra le altre cose ricordo che a Roma i pullman turistici pagano prezzi da capogiro, molto più di quanto costa a Parigi. A quel punto il t.o. decide per Roma o per Parigi? Io vorrei evitare in futuro di dover commentare dati in ribasso dei flussi solo perché qualcuno deve sistemare i propri bilanci».

Per il ministro, infatti, il problema non è certo l’overtourism. « L’eccesso di turismo – aggiunge – va gestito aumentando le possibilità in bassa stagione e promuovendo realtà diverse da quelle già conosciute. Bisogna allungare la stagione e viaggiare anche in quelli che qualcuno chiama periodi morti, sfruttando per esempio il grosso potenziale di turisti del nord Europa che scelgono l’Italia tra settembre e ottobre. E anche insistere sul sud, ragionando su un turismo diverso dal mare, che punti su storia, cultura, enogastronomia, paesaggio».

UN RUOLO DA CABINA DI REGIA. Sulle priorità del settore, Centinaio ne individua subito due, che sono già state il suo cavallo di battaglia dei primi mesi. «La prima è la lotta all’abusivismo, siamo il Paese più abusivo d’Europa e quindi lavoreremo insieme alle regioni per contrastarlo. E poi c’è la promozione, che deve essere diversa, più strutturata e più professionale da parte di tutti: che serva alle regioni, all’Enit, ma soprattutto ai privati per poter fare business, perché è questo il nostro obiettivo».

Fino a qualche tempo fa i privati – continua Centinaio rimarcando la sua provenienza dal mondo del tour operating – «si sentivano abbandonati dallo Stato. Il mio obiettivo è che lavorino insieme a Regioni, enti e Stato. Visto che secondo la nostra Costituzione il turismo è materia esclusiva delle Regioni lo Sato può svolgere il ruolo di cabina di regia. È importante lavorare per permettere a tutti di migliorare il quinto posto a livello mondiale dell’Italia».

Per finire, il ministro ricorda: «Abbiamo la qualità, abbiamo il prodotto Italia, c’è tutto quello che serve. È la promozione che deve cambiare. Non possiamo andare all’estero, in Cina per esempio, a promuovere le singole località o regioni, bisogna associarle al nome Italia».

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Claudia Ceci
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