Caso Venezia, Toninelli: «Al lavoro con i big delle crociere»

Caso Venezia, Toninelli: «Al lavoro con i big delle crociere»
06 giugno 11:00 2019 Stampa questo articolo

Ministero delle Infrastrutture e compagnie di crociera lavoreranno insieme a un progetto per il porto di Venezia. Lo ha dichiarato il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli rispondendo alle domande del question time sulle iniziative per bloccare il passaggio delle grandi navi nella laguna di Venezia, a seguito dell’incidente del 2 giugno scorso.

«Abbiamo parlato con i colossi crocieristici e con loro stiamo costruendo un’idea definitiva per un progetto che non abbia impatti ambientali, che non tocchi l’occupazione e mantenga elevato il livello turistico – dice Toninelli – Perché, e questo mi pare scontato, Venezia deve tornare, dal momento che non lo è più, un centro mondiale della crocieristica».

Il ministro ricorda di aver convocato subito «l’Autorità Marittima, il Provveditore e l’Autorità Portuale di Venezia e contemporaneamente – aggiunge – ho invitato le stesse autorità a riattivare il Gruppo di lavoro costituito nel marzo del 2017 e che ha già adottato l’ordinanza in vigore: ho saputo che questo comitato si convocherà per martedì della prossima settimana».

In merito alle soluzioni da adottare, aggiunge: «Il ministero che guido, insieme ai ministri Bonisoli e Costa, ha intrapreso un percorso finalmente concreto finalizzato a individuare, entro poche settimane, il nuovo terminal crocieristico. L’iter tecnico-amministrativo comporta tuttavia tempi senz’altro incompatibili con l’urgente necessità di ridurre ulteriormente i rischi connessi al transito delle Grandi Navi, emersa a seguito dell’incidente di domenica scorsa».

E proprio in merito alle tempistiche, Toninelli precisa: «Ciò che mi preme chiarire dopo le accuse ricevute in questi giorni è che non esiste alcun progetto del porto di Marghera; si tratta di un’idea, uno studio embrionale e non certo di una soluzione che da domani farebbe traslocare le Grandi Navi dalla laguna di Venezia». Il ministro spiega che «Mancano la Via, la disciplina dello smaltimento dei fanghi e la relativa quantificazione economica. Non esiste uno studio di fattibilità tecnico-economica, dunque non esiste alcuna ipotesi progettuale. Non è mai stato formalizzato alcunché e al mio Gabinetto non è mai stato inviato nulla di quello di cui hanno parlato in molti in questi giorni. Quindi, non c’è mai stato nessun blocco da parte mia».

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