Carte in regola per Centinaio:
“Sì al turismo al Mipaaft”

Carte in regola per Centinaio: <br>“Sì al turismo al Mipaaft”
01 Febbraio 08:59 2019 Stampa questo articolo

La notizia arriva via Twitter mentre è ancora in corso il Cdm a Palazzo Chigi. “Oggi il Consiglio dei ministri ha dato l’ok definitivo all’abbinamento agricoltura e turismo (anche il Consiglio di Stato ha detto sì)”. Il profilo è quello del ministro Gian Marco Centinaio che, in maniera entusiasta e solerte, informa così, in tempo reale, al nostro giornale.

E in effetti, dopo la “bocciatura” del Consiglio di Stato che a inizio gennaio aveva stoppato la decisione del governo gialloverde di trasferire la delega del turismo dal ministero della Cultura a quello dell’Agricoltura, oggi ribattezzato Mipaaft, gli uffici ministeriali sono corsi ai ripari facendo sapere con una nota ufficiale che “stiamo rivedendo il testo alla luce delle osservazioni formulate nel parere, al fine di verificare come poterne tenere conto, nei limiti dei vincoli derivanti dall’indirizzo politico-normativo e di quelli finanziari”.

Dopo le osservazioni dei giudici di Palazzo Spada, la palla è dunque passata proprio alla Presidenza del Consiglio, al quale è toccato «valutare nella sua responsabile discrezionalità l’opportunità di una rivisitazione del testo nel senso indicato, nonché l’opportunità dell’ulteriore corso del provvedimento con gli attuali contenuti».

Appuntamento rinviato quindi proprio a giovedì pomeriggio, quando nella convocazione del Cdm all’ordine del giorno c’era appunto l’approvazione del decreto dello stesso premier Giuseppe Conte sul “Regolamento recante organizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, a norma dell’art.1, comma 9, del decreto-legge del 12 luglio 2018, convertito con modificazioni dalla legge del 9 agosto 2018, n.97”.  Passaggio di deleghe approvato, dunque, con il beneplacito del Consiglio di Stato.

Il parere dei giudici amministrativi era stato richiesto lo scorso 18 dicembre dal Dipartimento degli Affari giuridici di Palazzo Chigi. Da Palazzo Spada, però, era arrivato lo stop al provvedimento, ritenuto «una mera sommatoria di competenze spostate tra direzioni generali quasi con la tecnica del copia e incolla», priva di una «visione strategica di insieme».

All’appello mancavano, poi, anche la bollinatura della Ragioneria dello Stato e gli atti di concerto. In sintesi,«il parere non può non essere perplesso». La decisione aveva allertato il Mipaaft che si era affrettato a precisare che “non è una bocciatura – si legge – ma una riflessione e un invito al governo a non trattare il turismo come un semplice “aggregato” al ministero delle Politiche agricole”. 

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Serena Martucci
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