Il Canton Ticino punta sul Fiore di Pietra del Mendrisiotto

Il Canton Ticino punta sul Fiore di Pietra del Mendrisiotto
05 Luglio 13:28 2017 Stampa questo articolo

Situata all’estremità più meridionale della Svizzera, la regione del Mendrisiotto (il distretto di Mendrisio) si estende fino ai confini con l’Italia. Già nota come importante zona di transito commerciale, offre lontano dall’autostrada un vasto paesaggio collinare che invita a fare escursioni sia a piedi che su due ruote. Ed è su questo, unito ad alcune migliorie alle infrastrutture e alla nascita di nuove strutture che Svizzera Turismo punta per accrescere l’appeal turistico dell’area, a cominciare dal Monte Generoso.

Proprio la scorsa primavera sulla vetta, a 1620 metri sul mare, è stato inaugurato il ristorante Fiore di pietra una innovativa struttura disegnata dall’architetto Mario Botta. Un edificio a pianta ottagonale con “petali” che delimitano lo spazio centrale e disegnano un insieme di torri di 5 piani, lasciando, ad est, spazio per un’ampia terrazza panoramica che segue il crinale della montagna.

Al piano terra della struttura, di fronte all’arrivo della ferrovia a cremagliera, si trova un ampio porticato con semplici sedute in pietra, da dove si accede a un largo spazio espositivo con la storia del Monte Generoso, un modello della nuova struttura, insieme ai disegni e agli schizzi dello studio Botta. Le torri offrono grandi vetrate per ammirare, a 360°, la pianura Padana verso sud e il Lago di Lugano e le Alpi a nord. Un edificio concepito per isolare completamente l’interno dall’esterno, sia sul piano acustico che termico. Inoltre, la parte vetrata, oltre a offrire un panorama mozzafiato, permette di sfruttare in inverno il calore solare passivo, tipico della zona e dell’altitudine. Mario Botta ha curato anche gli allestimenti interni utilizzando soprattutto legno di quercia e per il riscaldamento supplementare “pellet”. Il primo piano è riservato ai locali tecnici, il secondo al self service e a un piccolo shopping center, e il terzo al ristorante panoramico con cucina a vista, curata dallo chef Luca Bassan.

A poca distanza dal ristorante sorge l’Osservatorio Astronomico inaugurato nel 1996 dall’astrofisica Margherita Hack. Tra i diversi itinerari possibili, nelle vicinanze della vetta, sul versante orientale del monte, la visita alla Grotta dell’Orso, una caverna scoperta nel 1988 da due speleologi, dove sono stati ritrovati i resti fossili di molti orsi e altri animali: lupi, alci e leoni delle caverne, estinti circa 10mila anni fa. Per l’alto numero di reperti è considerata una delle più importanti in Europa. E poi molti itinerari naturalistici lungo oltre 50 km di sentieri, utili per conoscere la vita degli abitanti: tra questi quelli delle carbonaie e delle nevère, basse costruzioni in sasso di forma cilindrica, che in inverno venivano riempite di neve così che durante l’estate i contadini, potevano disporre di un locale fresco dove conservare il latte prima di essere trasformato in burro.

L’area è raggiungibile con la Ferrovia del Monte Generoso, una delle prime a cremagliera costruita sulle Alpi Svizzere, inaugurata nel lontano 1890. Poi, tra alterne vicende e la chiusura nel 1939, è stata ripristinata nel 1941, e modernizzata fino ad utilizzare, nel 1980, locomotive elettriche.

«Al momento – ha spiegato Martina Di Ponziano, sales&marketing manager di Migros, la catena di supermercati che ha investito sul Monte Generoso – la ferrovia parte da Capolago, la prima fermata è S. Nicolao, la seconda Bellavista e poi il ristorante, attraverso una rigogliosa foresta di faggi e agrifogli. Il percorso è affiancato da sentieri segnati che permettono, a chi lo desidera, di percorrere alcuni tratti, a piedi. Ogni locomotiva porta 100 passeggeri, parte ogni mezz’ora e può essere agganciata a una seconda. Normalmente è aperta da marzo a ottobre/novembre ma quest’anno, visto il successo con già 25mila persone nel primo mese di apertura, forse sarà aperta anche in inverno. Inoltre per gruppi, e secondo le prenotazioni al ristorante, funziona anche nelle serate di venerdì e sabato».

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Dorina Landi
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