Bus turistici, un’altra stagione in quarantena per gli operatori

Bus turistici, un’altra stagione in quarantena per gli operatori
26 Aprile 11:31 2021 Stampa questo articolo

Trepida attesa per gli sviluppi che scaturiranno dal decreto Riaperture emanato del governo, ma anche ragionata rassegnazione riguardo ad una stagione estiva che, perlomeno per le città d’arte e i bus turistici, non riserverà grossi segnali di ripresa. È questo il sentiment di due importanti player dei bus turistici come Carrani Tours e City Sightseeing Italia.

Paolo Delfini, presidente di Carrani, è molto esplicito: «Indubbiamente quello delle città d’arte è il segmento più sofferente. Per avere una concreta spinta, e quindi per sopperire alla scarsa domanda estera, ci vorrebbe un certo afflusso di turismo domestico, ma per l’estate i centri storici delle città ne potranno beneficiare solo marginalmente rispetto al balneare che probabilmente si avvia a registrare il tutto esaurito».

La speranza di Delfini, a questo, punto, è che «si crei una situazione favorevole da settembre in poi, non certo prima. Riguardo ai mercati europei e internazionali in genere, dipenderà molto dall’immunità di gregge che si dovrebbe raggiungere a luglio e dalla rimozione di certi sconsigli come quello che di fatto è stato recentemente manifestato dal Dipartimento Usa. Se quest’ultimo dovesse perdurare per altri mesi, ci precluderebbe un bacino molto importante come quello statunitense».

A bordo dei bus turistici, tra l’altro, c’è già un protocollo per sanificare che viene già attuato nei pochi mezzi che circolano già oggi, perché una parte delle flotte è stato dedicata ai servizi complementari del trasporto pubblico locale. «Inoltre – conclude Delfini – siamo ancora penalizzati rispetto agli indennizzi , che sono davvero pochi. Basti pensare che si attende ancora ciò che era stato promesso, ovvero il ristoro per le rate di leasing sugli acquisti di autobus degli ultimi due anni. Per non parlare del tema occupazionale: teoricamente a giugno dovrebbe scadere la cassa Covid e se non venisse prolungata, già da luglio ci sarebbero sicuramente dei licenziamenti».

Anche Fabio Maddii, presidente di City Sightseeing Italy, è preoccupato: «Con una capienza limitata al 50%  per i mezzi su gomma e una prospettiva non certe rosea per le città d’arte, c’è poco da stare allegri. Con la pandemia abbiamo impiegato 15 giorni a passare da 100 a 0 riguardo al fatturato e credo che per risalire ora ci vorranno almeno 15 mesi. Tra i mercati esteri più reattivi, fin dalla stagione estiva, abbiamo i primi segnali dai nostri partner britannici, ma loro stessi chiedono certezze nelle date di riaperture e di allentamento di restrizioni. E sono pronti a dirottare i loro clienti in altre destinazioni europee, a partire dalla Grecia e Spagna».

Mentre per il mercato interno, Maddii sottolinea che «nella stagione estiva il traffico domestico è molto concentrato sulle destinazioni di mare e montagna. Ma la mia sensazione è che seppure dovessimo avere una ripartenza certa da luglio, nel settore dei bus turistici la vera ripresa ci sarà solo nella primavera del 2022».

L'Autore

Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

Guarda altri articoli