Boom di stagionali: 1,3 milioni di lavoratori nel turismo

Boom di stagionali: 1,3 milioni di lavoratori nel turismo
03 luglio 13:33 2018 Stampa questo articolo

Turismo estivo motore per l’occupazione, con circa 1,3 milioni di rapporti di lavoro previsti dalle imprese tra giugno e agosto 2018, 510mila dei quali (41%), sono quelli maturati a giugno, mentre tra luglio e agosto verranno generati almeno altri 800mila contratti. È quanto riportato dall’Osservatorio Excelsior di Uniocamere, stilato in collaborazione con Anpal, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra giugno e agosto 2018.

In particolare, viene evidenziato che il cosiddetto tasso di entrata (che esprime il rapporto tra numero di entrate programmate e dipendenti delle imprese) cresce del 4,4%, il valore più elevato da quando sono stati diffusi i primi dati su base media mensile del sistema informativo Excelsior.

Si tratta pur sempre, come osservano gli analisti, dell’effetto stagionalità – su cui sono stati accesi i riflettori con l’approvazione del decreto dignità – che consentirà comunque un elevato volume di contratti a favore, nella maggioranza dei casi, dei giovani.

Oltre al turismo, anche tutti gli altri settori fanno registrare un incremento del tasso di entrata: +1,6 punti rispetto a maggio e quasi 64mila ingressi previsti per i servizi alle persone, quasi un punto percentuale in più.

Nel dettaglio geografico dell’occupazione turistica, è il Mezzogiorno l’area del Paese che esprime la maggior richiesta di lavoro: 143mila i contratti programmati in giugno, con la Puglia in testa con quasi 32mila entrate previste. Seconda posizione per il nord-est (137mila), trainato dall’Emilia Romagna, in cui il settore privato prevede di attivare quasi 58mila contratti di lavoro. Di seguito il nord-ovest (133mila le entrate previste), con la Lombardia a guidare anche la classifica delle regioni italiane con 87mila entrate. Al centro, infine, il sistema imprenditoriale ha in programma di attivare oltre 96mila contratti di lavoro, il 40% dei quali (poco più di 40mila) provengono dal Lazio.

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