Booking, dietrofront su cancellazioni per forza maggiore

Booking, dietrofront su cancellazioni per forza maggiore
07 Aprile 12:26 2020 Stampa questo articolo

Un piccolo passo indietro sulle condizioni di “Forza maggiore” applicate alle cancellazioni per le prenotazioni legate all’emergenza Covid-19 e un passo in avanti verso gli hotel: almeno questo è l’auspicio che nasce dalle ultima novità in casa Booking.com con la speranza che si aprano spiragli anche per l’utilizzo dei voucher.

Dallo scorso 6 aprile, infatti, Booking ha annunciato la modifica delle condizioni di “Forza Maggiore” con il portale che non applicherà più le condizioni iper-flessibili sulle prenotazioni che i clienti avessero voluto cancellare proprio legate all’emergenza coronavirus (inizialmente la validità di tale policy era dal 23 febbraio fino al 14 marzo 2020, ndr) . Norma che aveva scatenato le ire degli albergatori, costretti a rimborsare il cliente sugli eventuali pagamenti anticipati e ad annullare i costi di cancellazione

Resta in sospeso, invece, la questione voucher, ovvero se la Ota darà il via libera a tale utilizzo nei Paesi (per ora Italia e Francia) dove la normativa nazionale ha stabilito l’utilizzo di questo strumento per garantire la liquidità degli hotel. Qualche settimana fa, infatti, Booking aveva annunciato che  “per tutelare la salute dei nostri partner e dei nostri ospiti in merito al coronavirus, abbiamo attivato la procedura relativa alle cause di forza maggiore”.

Nel frattempo, però, Booking sottolinea nel suo statement che “in circostanze speciali, quando i governi attuano restrizioni globali ai viaggi per garantire la sicurezza pubblica e il cliente potrebbe non essere in grado di raggiungere la struttura, supportiamo i consumatori offrendo la cancellazione gratuita o modificando le date del loro soggiorno (attraverso un cambio data o un credito per un soggiorno futuro), quando questo è possibile”.

Tale condizione, secondo, l’azienda, è stata soddisfatta durante le prime settimane di emergenza da coronavirus “senza ricevere alcuna commissione, ma crediamo sia giusto farlo per i clienti che non sono fisicamente in grado di raggiungere una struttura che hanno prenotato, anche se non rimborsabile”.

In ogni caso, però, ora che l’emergenza è globale e l’incognita si fa ancora più grande ed estesa nel tempo, la Ota specifica che d’ora in avanti conterà con la capacità dei suoi clienti di “comprendere i vantaggi di prenotare una camera rimborsabile, ottenendo un margine di flessibilità proprio in caso di incertezza”.

Per Booking, ora, il cliente deve essere cosciente dei rischi connessi ai viaggi globali e alle restrizioni che possono verificarsi a destinazione “così dal 6 aprile abbiamo ripristinato le nostre policy regolari riguardo il cambio data e le cancellazioni”.

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L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Redattore e giornalista de L'Agenzia di Viaggi Magazine.

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