Boeing Max, mistero sui 40 secondi per evitare la caduta

Boeing Max, mistero sui 40 secondi per evitare la caduta
27 Marzo 10:46 2019 Stampa questo articolo

Meno di 40 secondi per evitare un disastro come quelli che hanno colpito l’aereo di Ethiopian Airlines e Lion Air. È questo il margine di tempo che i piloti dei Boeing 737 Max avrebbero a disposizione per prendere il controllo dell’aereo quando entra in funzione il software Mcas (che, come è noto, spinge la prua verso il basso per evitare lo stallo, ndr) secondo quanto riporta il New York Times.

Per evitare nuove tragedie, l’azienda statunitense starebbe però cercando di correre ai ripari. «Stiamo prendendo provvedimenti per garantire appieno la sicurezza del 737 Max. Siamo uniti alle compagnie aeree nostre clienti, ai regolatori internazionali e alle autorità governative nei nostri sforzi per sostenere le ultime indagini, arrivare a capire quanto è accaduto e contribuire a prevenire tragedie future», ha ribadito pochi giorni fa il ceo di Boeing, Dennis Muilenbirg.

A questo proposito, come riporta corriere.it, ci saranno anche i piloti di Air Italy mercoledì 27 marzo a Renton, vicino Seattle, per un maxi-corso sul Boeing 737 Max. Il colosso americano ha invitato circa 200 tra comandanti, primi ufficiali, tecnici e responsabili delle autorità per fare il punto sulle novità che riguarda il velivolo, attualmente fermo in tutto il mondo. Le novità, si legge in una nota dell’azienda, riguardano l’aggiornamento al software del computer di bordo che sarà effettuato gratuitamente su tutti i velivoli consegnati, il tutto non appena le autorità dei singoli Paesi avranno approvato l’upgrade in questione.

Ma i problemi per Boeing potrebbero non essere finiti qui e avere anche una conseguenza di tipo penale. A dirlo è il Wall Street Journal, per il quale un’indagine a proposito della veridicità delle informazioni fornite dalla casa di Seattle sul 737 Max sarebbe già stata avviata lo scorso anno, alcune settimane dopo l’incidente aereo della Lion Air.

LA LETTERA DI GEBREMARIAM. Nel frattempo l’amministratore delegato di Ethiopian Airlines, Tewolde GebreMariam, ha affidato anche lui a una lettera aperta el valutazioni sulla tragedia del volo ET 302  e i prossimi risvolti.

“In una nazione che a volte è sottoposta a stereotipi negativi, incidenti come questo influenzano il nostro senso di orgoglio. Eppure, questa tragedia non ci segnerà. Ci impegneremo a lavorare con la Boeing e i colleghi di tutte le compagnie aeree per rendere i viaggi aerei ancora più sicuri. Come il più grande gruppo di aviazione nel continente africano, rappresentiamo il Nuovo Spirito dell’Africa e continueremo ad andare avanti. Siamo classificati come una compagnia aerea a 4 stelle con un elevato livello di sicurezza e siamo membri di Star Alliance. Questo non cambierà”, ha scritto l’ad sottolineando la partecipazione al dolore dei famigliari delle vittime.

“L’inchiesta sull’incidente è a buon punto e apprenderemo la verità. In questo momento, non voglio speculare sulla causa. Come è ben noto nel nostro settore dell’aviazione globale, la formazione sulle differenze tra il B-737 Ng e il B-737 Max raccomandata da Boeing e approvata dalla Federal Aviation Administration statunitense, richiedeva una formazione basata sul computer, ma noi siamo andati oltre. Dopo l’incidente di Lion Air ad ottobre, i nostri piloti che volano hanno ricevuto una formazione completa sul bollettino di servizio emanato da Boeing e sulla direttiva dell’aeronavigabilità di emergenza emessa dalla FAA statunitense. Tra i sette simulatori Full Flight che possediamo e gestiamo, due di questi sono per B-737 Ng e B-837 MX. Siamo l’unica compagnia aerea in Africa, tra le pochissime al mondo, con il simulatore di volo completo e contrariamente ad alcuni resoconti dei media, i nostri piloti sono stati addestrati su tutti i simulatori appropriati. Gli equipaggi erano ben addestrati su questo aeromobile”.

Nonostante tutto ciò, GebreMariam rinnova la fiducia alla casa costruttrice Usa. “Vorrei essere chiaro: Ethiopian Airlines crede in Boeing. Più dei due terzi della nostra flotta è Boeing e nonostante la tragedia, le due aziende continueranno ad essere ben collegate in futuro. Lavoreremo con gli investigatori in Etiopia, negli Stati Uniti e altrove per capire cosa è andato storto con il volo ET 302”, ha concluso il manager.

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Giorgio Maggi
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