Bluvacanze, la ricetta Pellegrino per le agenzie

Bluvacanze, la ricetta Pellegrino per le agenzie
27 Maggio 12:32 2019 Stampa questo articolo

«Siamo in una fase di enorme cambiamento e trasformazione di tutti i processi, sia distributivi che produttivi, e siamo alle porte di una rivoluzione ulteriore che è l’impatto massivo del sistema di intelligenza artificiale, come la robotica». È il pensiero di Domenico Pellegrino, ceo di Bluvacanze, che alla convention Blunet apre le braccia al cambiamento e alla ricerca di nuovi equilibri per fronteggiare un mercato, come quello del turismo italiano, che pur avendo vissuto con slancio l’avvento della tecnologia è ancora indietro su alcuni aspetti. E il manager continua sostenendo che «il turismo in Italia sta perpetuando con i soliti riti, insufficienti per interpretare le nuove esigenze, non solo attuali ma soprattutto future».

IL MODELLO AIP. Così Pellegrino racconta organizzazione e ambizioni del Gruppo Bluvacanze, «una realtà distributiva a 360 gradi, strutturata per rappresentare le varie realtà associative e aggregative di settore creando un sistema di gestione che solo una realtà solida può garantire».

Sul modello da seguire, infatti, Pellegrino non ha dubbi: «Abbiamo i consulenti, le aziende indipendenti, il polo Blunet, i network affiliati, le agenzie di proprietà e gli associati in partecipazione. Una copertura a tutto tondo che fotografa la realtà nazionale. Ma è il modello dell’associazione in partecipazione quello che crediamo più redditizio e più vicino alle esigenze dei consumatori. Lì vediamo il futuro del turismo in Italia».

IL FUTURO DEL MERCATO. Sulle macro-aggregazioni tanto in voga negli ultimi tempi, inoltre, Pellegrino sottolinea come questo non sia solo un fenomeno prettamente turistico, perchè ha coinvolto anche banche, assicurazioni e sempre più grandi gruppi internazionali sono interessati ad entrare in business italiani locali.

«Siamo in un periodo in cui l’internazionalizzazione è molto spinta, ma allo stesso tempo molto difficile e costosa e quindi si creano delle fusioni per rispondere alle esigenze del mercato. Ma è un passaggio che stiamo operando in ritardo – prosegue il ceo di Bluvacanze – Quello che stiamo vedendo adesso qui, altrove è accaduto anni fa, sia nel tour operating sia nella distribuzione. Personalmente credo nel settore della specializzazione perché il consumatore è sempre più informato e cerca prodotti sempre più sofisticati».

Ma non si tratta di nicchie o piccoli segmenti di mercato isolati, considerando che il settore del lusso fa grandi margini su bassi numeri. Oggi, la complessità del mercato può essere trasformata in un punto di forza.

«Trovo intelligenti e necessarie le aggregazioni in qualsiasi forma. Il concetto delle strutture che si rafforzano e diventano aziende con la A maiuscola è garanzia per il consumatore. Senza strutture forti l’estero ci invade. Ma se vogliamo tornare agli anni belli di una volta, non ci torneremo mai perché il consumatore è cambiato, c’erano altre logiche. Il fenomeno Blockbuster ne è l’esempio – ricorda  il manager – È imploso su se stesso chiudendo gli occhi sul fatto che i modelli di fruizione stavano cambiando. Non era difficile diventare Netflix, aveva già un target di riferimento su cui lavorare, ma mi rendo conto che è facile parlarne adesso a posteriori», aggiunge Domenico Pellegrino.

IL VALORE DEL FATTORE UMANO. Bluvacanze, partendo da un modello industriale di approccio al mercato,  è partita dal core, dalla struttura esistente, dalla sua solidità, per andare verso questo processo nuovo. Una sorta di “circolo virtuoso” dove i processi, le sinergie e gli investimenti sono inseriti in un contesto che punta all’efficacia e all’apertura verso il consumatore finale.

E per fare tutto questo il fattore umano riveste un’importanza fondamentale. «Human2Human è il sistema su cui abbiamo basato la nostra azienda che fa della componente umana un valore aggiunto. Investire in questo senso però è costoso ma possibile e soprattutto è un valore che si costruisce nel tempo confluendo le risorse nella formazione delle risorse», prosegue il ceo.

In un anno esatto, da aprile 2018, sono 103 le agenzie di viaggi Bluvacanze che hanno avuto un restyling strutturale studiato ad hoc rispettando i valori cromatici della società.  Tutto questo nell’ottica di una road map tracciata fino al 2022 che muove il Gruppo su un itinerario ben definito con la consapevolezza di aver superato la fase del “chi siamo” per muoversi sempre di più verso il “dove vogliamo andare”.

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Antonella Caporaso
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