Blue Panorama ricorre al Tar contro l’Antitrust

Blue Panorama ricorre al Tar contro l’Antitrust
03 Giugno 13:38 2019 Stampa questo articolo

“Il provvedimento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato appare sproporzionato”. Così Blue Panorama commenta la sanzione da un milione di euro che l’Agcm ha emesso nei suoi confronti –  accusando il vettore di pratica commerciale scorretta in violazione degli articoli 24 e 25 del decreto legislativo n° 206/2005 (Codice del Consumo) – e annuncia il ricorso.

“Alla luce della profonda e totale collaborazione mostrata all’Autorità nel corso del procedimento, trasfusasi anche negli impegni e nelle azioni assunte medio tempore per migliorare, su suggerimento della stessa, i profili di comunicazione all’utenza – sottolinea la nota del vettore del Gruppo Uvet – Blue Panorama si riserva di agire contro tale provvedimento innanzi alle competenti autorità di giustizia amministrativa”, ovvero il Tar.

La compagnia aerea, infatti, rivendica la piena corrispondenza ai criteri di correttezza professionale adottata in ogni forma di comunicazione ed in ogni rapporto commerciale con i propri passeggeri, “la cui tutela massima e protezione – specie in termini di sicurezza – rappresenta un valore fondamentale per la compagnia aerea”.

L’istruttoria dell’Autorità, infatti, si è concentrata sulla condotta del vettore riguardo l’applicazione ai consumatori di una penale – consistente, in un primo tempo, nel pagamento di nuovo biglietto per poter usufruire del servizio già acquistato e, successivamente, di una fee di 50 euro per tratta – a fronte della non corretta registrazione in sede di prenotazione del nominativo del passeggero.

La risposta di Blue Panorama, però, rimarca con fermezza il suo corretto operato: “L’attenzione riposta dalla nostra compagnia in ordine alla corretta individuazione dei passeggeri trasportati, non solo è già stata riconosciuta come pienamente legittima dalla giustizia ordinaria, ma rappresenta altresì ottemperanza agli obblighi imposti dalla normativa italiana e internazionale per preminenti ragioni di pubblica sicurezza, nonché per migliorare i controlli alle frontiere e prevenire azioni illecite”.

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