Blue Panorama, passo indietro sulla Cina

Blue Panorama, passo indietro sulla Cina
18 Luglio 07:00 2018 Stampa questo articolo

Meno Cina del previsto nell’estate di Blue Panorama, che ha confermato su Bologna solo due delle cinque rotte annunciate. Ma il network del vettore di casa Uvet potrebbe allargarsi di qui a poco. «Ci stiamo lavorando», dice a L’Agenzia di Viaggi Magazine Remo Della Porta, vicepresidente sales della compagnia, senza però confermare le voci che danno lo sbarco su altri scali italiani dopo l’annuncio del lancio dei collegamenti Torino-Roma, a partire dal prossimo 1° ottobre, e l’intesa con il t.o. polacco Itaka per voli da Varsavia per Madagascar.

«Per il momento, possiamo dire con orgoglio di essere tornati con un aeromobile narrow-body su Malpensa, dove abbiamo posizionato il quinto Boeing 737-800 appena entrato in flotta. Ma le cose stanno andando bene anche su Reggio Calabria e sulla stessa Caselle (qui il vettore opera su Tirana e, dal 2 giro, su Cagliari), mentre sull’Albania dal 1° gennaio abbiamo trasportato 430mila passeggeri», informa.

Sul fronte cinese, invece, è atterrato lunedì 16 luglio il primo volo della rotazione estiva – due frequenze a settimana – che Blue Panorama ha messo in campo in collaborazione con il tour operator cinese Phoenix Travel Worldwide. «L’aereo è arrivato da Shenyang, capoluogo della provincia del Lianoning, con 240 passeggeri a bordo; l’altro volo sarà quello da Taiyuan, capoluogo della provincia dello Shanxi. In tutto, fino a fine ottobre, saranno 10mila i passeggeri che faremo venire in Italia», precisa Della Porta.

Nessun mistero sulla riduzione del numero di voli inizialmente previsti su Bologna. «Il t.o. cinese ha deciso di operare soltanto da due scali, oltre al fatto che il bilaterale Italia-Cina sul numero di voli non permetteva di perseguire l’idea originaria». Meglio così, però, perché in questo modo «possiamo mettere già quest’anno delle basi solide per sviluppare ulteriormente il programma Cina l’anno prossimo». L’obiettivo, conclude Della Porta, è sempre quello di sviluppare un servizio charter per favorire il mercato turistico cinese.

I collegamenti con la Cina arrivano dopo l’ottenimento, da parte dell’aeroporto Marconi, della certificazione di accoglienza Welcome Chinese della Chinese Tourism Academy, il riconoscimento governativo cinese che attesta l’offerta di servizi aeroportuali pensati per il passeggero cinese e che favorisce l’entrata nel mercato cinese.

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Giorgio Maggi
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