Bianchi: «Inserire il turismo nel Piano Industria 4.0»

Bianchi: «Inserire il turismo nel Piano Industria 4.0»
02 aprile 16:00 2017 Stampa questo articolo

L’ipotesi concreta di inserire il turismo nel Piano Industria 4.0 è stata confermata dal sottosegretario al Mibact con delega per il Turismo, Dorina Bianchi, che ha spiegato: «Il ministero ha espresso una precisa indicazione. Questo piano, infatti, prevede un insieme di misure   tali da favorire gli investimenti per l’innovazione e per la competitività delle aziende aderenti. Una mission perfettamente in linea con con quanto previsto dal Piano Strategico del Turismo (PST) che ha prospettato il sostegno alle imprese turistiche attraverso incentivi finanziari, servizi reali di affiancamento, riduzione della pressione fiscale».

Già da mesi era trapelato l’orientamento del ministro Dario Franceschini di far sì che anche il turismo beneficiasse di Industria 4.0, perché proprio della digitalizzazione il Mibact ha fatto uno dei perni operativi del PST.

Ma qual è la disponibilità di risorse economiche? Bianchi precisa: «È noto agli stessi operatori turistici che il mercato oramai è molto orientato alla Rete. Ben il 91% di chi ha accesso a internet ha acquistato online almeno un prodotto. In più, negli ultimi tempi è cresciuto fino al 42% lo share di chi utilizza un dispositivo mobile per prenotare servizi turistici e il 68% compie ricerche online prima di decidere. Il governo ha messo in campo la tax credit delle spese sostenute per gli interventi sulla digitalizzazione e il protocollo Mise, Agid e Mibact, che prevede un sistema unico di free wifi per turisti e cittadini negli snodi d’accesso al Paese e nelle città d’arte. È prevista anche la travel library, ovvero un sistema di interoperabilità e specifiche condivise per rendere disponibili sul web le informazioni turistiche integrate. L’accordo con Agid mette sul piatto 4 milioni di euro».

È un nuovo scenario quello che si prospetta per il turismo. Se sarà inserito nel Piano Industria 4.0, potrà infatti fruire di importanti incentivi per innovare quei sistemi che consentono di intercettare la clientela turistica e velocizzare le transazioni per l’acquisto di beni e servizi turistici. Per la sottosegretaria Bianchi si tratta di un’occasione unica per l’intero comparto dei viaggi: «In prospettiva ci saranno benefici concreti per le imprese turistiche che vogliono investire nella digitalizzazione. Ad esempio, il progetto prevede investimenti in beni strumentali immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi attraverso strumenti come l’iper ammortamento al 250% che avrebbe come beneficio una riduzione delle imposte.

Altra misura prevista da Industria 4.0, di cui le imprese turistiche potrebbero beneficiare, è la Nuova Sabatini, peraltro già attualmente utilizzata: si tratta di credito all’innovazione attraverso la richiesta di finanziamenti bancari per l’acquisto di hardware e software con parziale copertura degli interessi pagati dall’impresa sotto forma di contributo.

Un’opportunità viene dal sostegno alle startup e Pmi innovative, che può rappresentare un valido strumento alla diffusione di una nuova cultura imprenditoriale nel comparto turistico votata all’innovazione e all’internazionalizzazione, mentre con il credito d’imposta per ricerca e sviluppo si può stimolare la spesa privata nel comparto turistico per la digitalizzazione.

Il Piano prevede l’accesso al fondo di garanzia rivolto alle Pmi, incluse le startup, e alle micro-imprese che, soprattutto nel settore turistico, hanno grosse difficoltà ad accedere al credito bancario. Ebbene, anche la Nuova Sabatini può essere considerata uno strumento di accesso al credito mirato all’acquisto di software e hardware.

C’è infine il binomio cultura-turismo, cavallo di battaglia di Franceschini, sul quale il Mibact ha investito e che può essere la chiave d’accesso a Industria 4.0, come spiega sempre Bianchi:  «Grazie a questo virtuoso binomio rappresentato dal Mibact, abbiamo invertito la tendenza e si è tornati a investire in cultura. Il budget del ministero è aumentato del 27% e abbiamo messo in atto risorse concrete nel patrimonio culturale.

Ad esempio, il progetto  di 1 miliardo di euro per la cultura è finalizzato al finanziamento di 33 interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e di potenziamento del turismo culturale: dal centro storico dell’Aquila al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, fino al Palazzo ducale di Mantova.

Per il turismo puntiamo soprattutto sulla promozione e in particolare sul rilancio dei borghi: in questo modo valorizziamo gli itinerari alternativi in modo da decongestionare i flussi e fornire così una risposta indiretta ed efficace a chi vorrebbe il numero chiuso». E in tal senso il ruolo chiave dell’Enit, è ribadito dal sottosegretario: «La promozione è affidata all’agenzia Enit che è diventato ente pubblico economico (da ente pubblico non economico) e che, direttamente dal Mibact, ha ricevuto in virtù di questa trasformazione e della sua nuova mission, 10 milioni di euro più altri 84 milioni di euro per il Piano triennale».

Nello specifico, il Piano Industria 4.0, che è di competenza del ministero dello Sviluppo economico, prevede incentivi fiscali per 13 miliardi di euro, distribuiti in sette anni tra il 2018 e il 2024 per la copertura degli investimenti privati sostenuti nel 2017. Inoltre, un aumento di spesa privata per un totale di 24 miliardi (+10 miliardi in innovazione nel 2017; +11,3 nel triennio 2017-2020 per la ricerca e lo sviluppo; +2,6 dei finanziamenti privati, soprattutto nell’early stage, nel periodo che va dal 2017 al 2020.

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Andrea Lovelock
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