«Benvenuti, cari cinesi»: la mission di Jacopo Sertoli

«Benvenuti, cari cinesi»: la mission di Jacopo Sertoli
07 Febbraio 07:00 2018 Stampa questo articolo

La città di Bologna, la Regione Calabria, Fidenza Village, gli aeroporti di Roma e di Venezia, Ntv Italo e Trenitalia, ma anche musei come il Maxxi e Cinecittà world. In Italia sono circa 150 gli operatori del travel che hanno ottenuto la certificazione Welcome Chinese (su circa 500 a livello mondiale), l’unica approvata e rilasciata ufficialmente da China Tourism Academy, organismo preposto dal ministero del Turismo cinese allo sviluppo e all’apertura del mercato del gigante asiatico.

Partner principali del programma sono la China Central Television, rete televisiva nazionale, e China Union Pay, unico circuito di carte di credito emesso in Cina.

«Welcome Chinese è la certificazione che attesta il livello di servizio degli enti che l’hanno ottenuta, venendo riconosciuta e abilitata su tutti i mercati internazionali», racconta Jacopo Sertoli, ceo di Select Holding e fondatore di Welcome Chinese, la società che detiene l’esclusiva mondiale della certificazione per i prossimi dieci anni.

Com’è nata la vostra attività in Cina?
«Nel 2008 mi sono spostato a Shanghai per aprire l’ufficio di rappresentanza di Select Italy. In questi anni siamo riusciti ad accreditarci come degli interlocutori privilegiati presso il governo cinese e i principali operatori dell’industria del travel di quelle parti. Rimaniamo a tutti gli effetti una società privata, con uffici – oltre che a Shanghai – a Pechino, Bruxelles, Londra, Madrid, agenti in Spagna e Grecia. Presto apriremo una sede in Francia, ma sto cercando investitori per espandermi anche sul mercato cinese».

In quali Paesi finora la certificazione si è sviluppata maggiormente?
«Lavoriamo soprattutto tra Italia e Francia per quanto riguarda l’Europa, e tra Qatar e Abu Dhabi, registrando l’interesse soprattuto di strutture alberghiere».

Quali sono le caratteristiche che deve avere un hotel?
«Esistono due livelli di certificazione, al costo di 2.800 euro l’anno. Si tratta di Jade e Gold, a seconda che le camere della struttura siano in possesso di caratteristiche come i canali televisivi cinesi, bollitori, terminali di pagamento abilitati, un sito web in lingua cinese, il wi-fi, il personale che parla la lingua».

È stato inaugurato l’Anno del Turismo Europa-Cina e Welcome Chinese ha stretto un accordo con la European Travel Commission.
«È una grande opportunità per i Paesi Europei e italiani, e per le loro aziende che devono attrezzarsi sempre di più e sempre meglio per promuovere un’offerta turistica e culturale mirata ad accogliere il visitatore cinese».

Cosa cerca il turista cinese quando è in vacanza?
«I viaggiatori del gigante asiatico, quando si trovano all’estero, incontrano una serie di problemi: la barriera linguistica, le abitudini alimentari e la diversità nei sistemi di pagamento. Tutti problemi che con il bollino di Welcome Chinese non hanno più».

Quali consigli potete dare agli operatori italiani?
«Di puntare senza mezzi termini sulla tecnologia. Tutto il mondo cinese viaggia sul mobile, all’interno di piattaforme su cui è possibile fare tutto: acquistare viaggi, altri beni e servizi, oltre che pagare».

L'Autore

Giorgio Maggi
Giorgio Maggi

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