Battuta d’arresto dei voli low cost in Italia

Battuta d’arresto dei voli low cost in Italia
17 dicembre 12:57 2018 Stampa questo articolo

Crescono i passeggeri complessivi, e il low cost non sfonda più come prima. I dati che emergono dal Rapporto annuale sul trasporto aereo in Europa elaborato da Iccsai (International Center for Competitiveness Studies in the Aviation Industry), presentato nel terminal dell’Aeroporto di Milano Bergamo, fotografano la realtà di un Paese dove c’è sempre più voglia di volare – l’Italia ha sorpassato nel 2017 la Francia raggiungendo il quarto posto per volume passeggeri dopo Regno Unito, Spagna e Germania – anche se la quota di traffico gestita dai vettori low cost ha segnato un’inversione di tendenza rispetto al passato.

«Il trasporto aereo cresce a livello europeo, la propensione al volo dell’Italia è maggiore di quella di Francia e Germania – ha detto presentando la ricerca Renato Redondi, direttore scientifico di Iccsai – Rimane però sempre il gap dell’accessibilità intercontinentale, anche se le nuove rotte aperte da Malpensa e il fatto che Roma Fiumicino mantiene il nono posto a livello europeo, stanno cambiando le cose».

In totale, nel 2017 lo Stivale si è attestato al quarto posto per volume di passeggeri (quasi 175 milioni) alle spalle di Germania (230 milioni), Spagna (250 milioni) e Regno Unito, primo assoluto con 284 milioni, anche se i primi effetti della Brexit si stanno facendo sentire.

Per quanto riguarda il mercato domestico, se Alitalia mantiene il 42% di market share e Ryanair si attesta al 30% (sulle direttrici Italia-Europa, invece, il vettore irlandese fa segnare il 27,6%, Alitalia poco più del 22%, ndr), il dato più importante è la flessione del fenomeno del trasporto low cost. La quota del no frills, infatti, ha raggiunto il suo picco massimo con il 50% nel 2015, ma due anni più tardi  è scesa al 47,7%, in seguito a una riduzione dell’offerta complessiva dell’1,5%.

«C’è spazio per i vettori tradizionali che non vedono più la progressiva erosione di mercato da parte del settore cheap. Siamo a livelli di percentuali perché ciò non significa che c’è un arretramento nei numeri globali, che invece crescono. Infatti Ryanair ha il 95% di load factor, pure easyJet cresce, come Alitalia grazie all’immissione di capacità sui voli long haul», ha proseguito Redondi.

Sul fronte degli aeroporti, infine, il rapporto ha messo in mostra come in Europa l’85% degli scali abbia registrato una crescita del movimento passeggeri, Italia compresa. Tra gli aeroporti tricolori maggiori è continuata nel 2017 la crescita a doppia cifra di Malpensa, Catania, Napoli e Bergamo, mentre nel 2018 si è verificata una netta accelerazione di Fiumicino, dove l’extra-Schenghen sta crescendo del 14%.

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Giorgio Maggi
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