Barceló & Co: dove investono le catene spagnole

Barceló & Co: dove investono le catene spagnole
09 aprile 13:43 2018 Stampa questo articolo

Il panorama dell’ospitalità spagnola è un termometro dell’industria turistica, ancor di più nel momento in cui Alpitour compra Eden Travel Group: tour operator che gravitano entrambi nell’orbita dei probabili investimenti di Barceló. Proprio dal Gruppo maiorchino, infatti, si attendono i prossimi segnali per uno sbarco sul mercato italiano.

Archiviata per il momento la pratica Eden, Barceló sarebbe tra i candidati a comprare le quote dei fondi Wise e Hirsch in Alpitour, in lizza insieme alla Tip di Giovanni Tamburi (che vorrebbe raddoppiare il suo 32%).

I grandi Gruppi e catene iberiche, in ogni caso, da un lato sembrano in procinto di tornare a investire nel Mediterraneo e nel Nordafrica, dall’altro non disdegnano nuove avventure imprenditoriali in Nordamerica ed Oriente. Così gli investimenti fluttuano tra i Caraibi, gli Usa e le coste a noi vicine. Anzi, l’onda lunga delle trasformazioni va a impattare direttamente sul nostro Paese.

A partire proprio dal Gruppo Barceló, che nella sua strategia di espansione globale ha scelto l’Italia come nuovo terreno di conquista. Aldilà dell’operazione, Eden, infatti, la catena spagnola si prepara al prossimo avvio delle operazioni di volo dall’Italia verso i Caraibi con il vettore di casa Evelop. Il Gruppo maiorchino conta 229 hotel in 21 Paesi (soprattuto Spagna e Caraibi).

Nh Hotel Group, dal canto suo, proprio dopo aver rifiutato la proposta di fusione di Barceló a fine 2017, ha annunciato di voler crescere in Francia (dove ha appena comprato 20 hotel) e in Europa con l’acquisto di altre catene alberghiere. Dopo la fase di ristrutturazione aziendale, il potenziamento del brand Collection nelle maggiori città europee e i grossi investimenti in Sudamerica (57 hotel tra Colombia, Cile , Argentina e Messico) Nh Hotel Group – che conta 400 hotel in 30 mercati tra Europa, Americhe e Africa – punta a uscire dalla nicchia del business e urban hotel per allargarsi verso il settore leisure e lusso.

Raffica di new entry, invece per Meliá Hotels, che dopo le 30 nuove strutture inaugurate nel 2017 si prepara ad aprire altri sette hotel a Cuba, uno in Catalogna e uno a Cancún in Messico. Ma la bussola del Gruppo, che conta 374 hotel in 40 Paesi, indica l’Estremo Oriente con il ceo Gabriel Escarrer deciso a esportare il modello resort&business della catena nella regione Asia-Pacifico.

In questa area geografica Meliá conta già 40 hotel e l’obiettivo è raddoppiare la presenza puntando su Indonesia, Vietnam, Malesia, Thailandia, Myanmar e Cina.

Room Mate e Riu Hotels, astri nascenti nel panorama spagnolo, uniscono il recente rebranding con le espansioni in America e un’offerta sempre più orientata ai millennial. Così il Gruppo Room Mate, da un lato investe in Europa tramite Be Mate, società spagnola che si occupa di affitto di alloggi, (l’accordo con Q Capital da 100 milioni di euro consentirà di aprire tra 8 e 10 nuovi edifici nelle principali capitali), dall’altro prepara lo sbarco in America partendo da New York, Miami e Città del Messico.

Stessa meta per Riu Hotels, che si fa sempre più spazio nel lusso d’Oltreoceano con il secondo hotel a New York e 4 novità in Messico. Dopo aver investito 600 milioni lo scorso anno, la catena cambierà il logo di tutti i suoi hotel (92 strutture in 19 Paesi) e prepara l’ingresso a Dubai e alle Maldive.

L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Redattore e giornalista de L'Agenzia di Viaggi Magazine.

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