Autostop via mare con Buddha: il Giappone di Costa Crociere

20 novembre 07:00 2018 Stampa questo articolo

“Questa fissazione per il futuro, con il domani invece dell’oggi, è una cosa strana per una nazione con duemila anni di storia alle spalle. Il Giappone si è talmente intestardito sul concetto di modernità da riuscire a realizzarlo al meglio delle proprie possibilità e, comunque sia, in modo assolutamente inevitabile”. Lo scriveva il canadese Will Ferguson nel suo “Autostop con Buddha”. Siamo partiti per il Sol Levante portando con noi questo libro, e in viaggio ci siamo resi conto della sua attualità. Abbiamo visto inchini antichi e gadget ultra-pop, kimono e karaoke, santuari e immensi shopping mall. E lo abbiamo fatto in un modo particolare, insieme a Jnto, l’ente del turismo giapponese e a Costa Crociere, visitandolo da una doppia prospettiva, quella della terra e quella del mare.

Il Giappone è stata la novità Costa del 2018 e, grazie all’accordo con Jnto, si sono costruite diverse tipologie di itinerari per scoprirlo da una prospettiva inedita a bordo di neoRomantica, nave piccola (220,6 metri di lunghezza) rispetto a quelle di ultima generazione e che, con il restyling del 2012, ha modificato parte dell’ambientazione e ha aggiunto 111 cabine legate alla Spa Samsara.
Prima di salire a bordo, a darci il benvenuto è Nagasaki, con palazzi dalle mille sfumature di grigio. Edifici che ci ricordano come molto qui sia stato ricostruito dopo incendi, calamità e guerre: solo Kyoto e Nara tra le grandi città si sono salvate. Ci abituiamo a questo intrico, ci accompagnerà nelle città che visiteremo fino a Tokyo, dove assumerà il fascino della metropoli.

Tappa obbligata è il Museo della bomba atomica. Ci muoviamo tra le sale che raccontano quel 9 agosto 1945 senza fare sconti all’immaginazione, circondati da scolaresche, tra il blu delle uniformi e le ghirlande multicolori fatte di minuscoli origami a forma di gru, segno di buon augurio. Fuori un obelisco segnala l’epicentro e poco lontano si trova il Parco della pace. La Basilica di Oura e il Museo dei 26 Martiri ricordano invece la storia dei cristiani in Giappone, e uno dei luoghi più visitati è Dejima, avamposto commerciale olandese anche negli anni dell’isolamento nipponico: la sua ricostruzione porta alla memoria un aspetto forse poco noto della storia giapponese tra XVII e XIX secolo.

Lasciate queste “impressioni” europee, è a Kashima che facciamo conoscenza con lo shintoismo, al santuario di Yutoku Inari. Tra spiritualità e merchandising, qui ogni dettaglio ha il suo posto e significato, dai mestoli con l’acqua purificatrice ai bigliettini cui i fedeli affidano i propri desiderata. Il consiglio? Visitarlo con una guida originaria del Paese, e vale un po’ per tutto il Giappone, per cercare di afferrarne meglio il senso e le sfaccettature. A Kashima si può fare una passeggiata tra le distillerie di sake. E in un villaggio rurale ci rendiamo conto che anche qui le campagne possono rischiare l’abbandono. Tanto che per questa manciata di case tradizionali si aspetta Airbnb.

A Sasebo ammiriamo le Kujukushima, le “99 isole”, che in realtà sono più di 200, dal belvedere Tenkaiho, prima di imbarcarci su Costa neoRomantica. A bordo ci aspettiamo solo ospiti asiatici, ma incontriamo anche europei e italiani. Il mix dipende dalla stagionalità. L’estate è appannaggio dei giapponesi, che spendono in cucina raffinata, i cinesi arrivano dall’autunno come gli europei, per i quali la spesa che incide sono i tour. E così cambia il mix di pacchetti ma non il mood: offrire un’esperienza italiana dal tocco orientale che si traduce nell’enogastronomia: dal menù del Casanova firmato Umberto Bombana, chef stellato noto in Oriente, all’enoteca Verona, che oltre a 80 etichette per il wine tasting punta anche sulla selezione di sake.

La navigazione ci porta a Fukuoka, dove il tempio di Nanzoin custodisce un’enorme statua in bronzo del Buddha sdraiato. La immaginavamo antica, invece risale agli anni Novanta, ma ciò non toglie fascino al luogo. Ci si arriva anche in treno, 21 minuti dalla stazione di Hakata, e le visite sono riservate ai piccoli gruppi.

Questo oscillare tra passato e presente, Oriente e Occidente, ci proietta alla meta finale del viaggio: Tokyo. La capitale del Giappone è un’esperienza a sé e un paio di giorni sono pochi per afferrarla. Ma ne abbiamo un assaggio. Il biglietto da visita è Asakusa, uno dei quartieri storici e tra i più turistici. Ospita il tempio di Senso-Ji, affollatissimo di fedeli e turisti che sfilano lungo i negozietti che vendono di tutto, dai kimono usati alle pagnotte, dai gadget ai giocattoli, compresi i celebri robot. È domenica e ci imbattiamo in un matrimonio shintoista e in bimbi vestiti a festa. Qui si trova anche il Culture Tourist Information Center, punto di riferimento per visite e iniziative come il workshop gratuito di danze giapponesi.

Un giro nel quartiere posh di Ginza e un’attraversata del celebre incrocio di Shibuya non si possono perdere. Come anche la salita fulminea verso il 45° piano del Tokyo Metropolitan Government Office per godersi lo skyline. Così come il Mori Art Museum, che svetta oltre il 50° piano a Roppongi e ospita arte contemporanea.

Per chi vuole scoprire 400 anni di storia della capitale c’è il Museo Edo-Tokyo ricco di oggetti tipici e ricostruzioni (come quella di un teatro kabuki). Valore aggiunto: touchscreen e audioguide anche in italiano, e due volte al mese una guida volontaria che parla la nostra lingua. E, se la giornata è limpida, dai grattacieli si riesce a scorgere una mitica cima bianca: è il Monte Fuji. Siatene felici, vederlo è di buon augurio.

Esperienza ryokan o hotel-grattacielo?
Via le scarpe all’ingresso, si cammina solo in ciabatte indossando lo yukata, ovvero la vestaglia-kimono. Benvenuti nel ryokan, l’albergo in stile tradizionale. Quello in cui abbiamo soggiornato è lo Yuzen no Yado Toukai a Ureshino, prefettura di Saga: 20 camere con pavimento in tatami e tavolini bassi, il letto viene fatto la sera, stendendo il futon sulle stuoie. Un’esperienza da provare, come anche gli onsen, le terme giapponesi: ci si immerge in una grande vasca di acqua calda, completamente nudi (uomini e donne sono in ambienti separati) e solo dopo essersi scrupolosamente lavati. Ma chi ha qualche resistenza può prenotare piccole vasche private. Anche la colazione è per puristi della tradizione: si trova il caffè ma di rado brioche e simili. Piuttosto riso, pesce e zuppa di miso.

Dall’intimità del ryokan passare al Keio Plaza Hotel di Tokyo è come fare un salto di dimensione, in tutti i sensi. East meets West è lo spirito di questo albergo nel cuore del quartiere di Shinjuku. Sembra una cittadella, tanto per la sua mole, quanto per i servizi che offre. Con oltre 1.400 camere su 45 piani, ha debuttato nel 1971 come primo hotel-grattacielo della città. E ha deciso di giocare la carta dell’esperienza e del servizio a 360 gradi. Ospita una ventina tra ristoranti e bar, camere Premiere Grand con lounge dedicata al 45° piano, ma anche mostre temporanee sulla cultura giapponese (la prossima sarà sul teatro Kabuki). Per chi cerca un soggiorno di gamma alta ma vuole anche essere “accompagnato” nel suo viaggio: si può scegliere tra l’esperienza di cultura giapponese, 50 tour in bus o il free shuttle per Disneyland.

Venti crociere con neoRomantica
Costa Crociere conferma e amplia gli investimenti nel Sol Levante per i prossimi due anni: «Nel 2019 avremo sei itinerari che toccheranno il Giappone su neoRomantica, con partenza da Tokyo da aprile a novembre – spiega Carlo Schiavon, direttore commerciale e marketing Italia  – In totale 20 crociere, da 7 a 16 giorni. Abbiamo rinnovato la partnership con Jnto. Per il prossimo anno abbiamo in programma altre attività sul territorio per far conoscere cultura, storia e tradizioni dei luoghi visitati».
Schiavon lancia, poi, un messaggio alle agenzie: «Una crociera in Giappone è una valida alternativa ai tour organizzati per scoprire natura, cultura e tradizioni del Paese da una nuova prospettiva, il mare: ideale per il target dei viaggi di nozze».

Non solo Giappone, però. L’altra frontiera asiatica è sempre la Cina, con la prima nave della compagnia progettata e costruita appositamente per questo mercato e ispirata a cultura e architettura veneziana e italiana. Si tratta di Costa Venezia, che sarà varata a marzo 2019.

«Prima del posizionamento in Cina – informa il manager – anche gli ospiti europei avranno la possibilità di testarla con due speciali itinerari da Trieste: il 3 marzo la crociera vernissage in Grecia e Croazia (già sold out), seguita l’8 marzo da una crociera inaugurale di 53 giorni, sulle orme di Marco Polo, che attraverserà Mediterraneo, Medio Oriente, Sud-Est asiatico e l’Asia orientale, prima di arrivare a Tokyo».

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Mariangela Traficante
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