Attica Experience, dove il mare ha il colore del vino

29 gennaio 07:00 2019 Stampa questo articolo

“Place me on Sunium’s marbled steep, Here nothing, save the waves and I, May hear our mutual murmurs sweep; Dash down yon cup of Samian wine!”. Un tramonto marino rosso fuoco, riflesso sui marmi bianchi del tempio di Poseidone in una mite sera invernale, ricorda la passione romantica di Lord Byron che a Capo Sunio, nel gennaio del 1810, sussurrava alle onde e al tempo ricordando il vino dolce di Samo (Lord Byron, The Isles of Greece).

Una carica emotiva multisensoriale perfetta per inaugurare il Wine & Gastronomy Tourism press tour organizzato dalla direzione Turismo della Regione Attica, in Grecia, tra il 17 e il 20 dicembre 2018. È proprio il vino il modo più diretto e piacevole per scoprire il paesaggio attico lontani dalla confusione estiva dei tormentoni da spiaggia e vicini a un territorio che merita di essere assaporato con calma in tutti i suoi aromi.

Tra ottobre e gennaio i templi classici e le cantine moderne che si alternano nelle campagne intorno ad Atene regalano il meglio di una storia che non si è fermata nel tempo, ma è impegnata a scalare i gusti dei mercati mondiali. I consigli e i segreti dispensati a suo tempo da Dioniso agli abitanti dell’Attica sull’arte di coltivare la vite sono raccolti oggi con grinta e competenza da una nuova generazione di enologi, viticoltori e agronomi; non sorprende che tedeschi, americani e cinesi ne apprezzino i prodotti in maniera crescente.

Nel cuore della penisola attica, Mesogea è la regione vinicola più antica e forse più importante della Grecia. Non meno di 26 aziende vitivinicole e professionisti della gastronomia hanno saputo fare squadra in tempo di crisi costituendo recentemente l’Attica Wine And Food Experience, un club di prodotto per promuovere i rinnovati e rinomati vini della regione di Atene. L’autunno e l’inverno si prestano particolarmente a viaggi dedicati a esperienze culturali a 360 gradi tra visite dei luoghi “mitici” di solito affollati e degustazioni di alto livello.

Vigneti ben tenuti tra terreni boschivi e deliziosi parchi archeologici introducono con un senso di pace a cantine suggestive; soste apprezzate di una Strada del vino che di tanto in tanto si affaccia sul Mare Egeo la cui salsedine svolge un’azione antiparassitaria a favore delle viti. Grazie a un microclima benevolo, il vitigno Savatiano con cui si fa il tipico Retsina, il bianco cui si aggiunge la resina del pino di Aleppo, è predominante e contraddistingue oggi vini più o meno leggeri con rinnovati bouquet, aromi delicati, riflessi dorati e bassa acidità. Come pietre miliari di una rilassante mezza Maratona, i ristori lungo la strada suggeriscono un Retsina della Casa vitivinicola Aoton per un aperitivo di cozze gratinate, con prezzemolo e un filo di aglio; un Urano Allagiannis è invece l’ideale per la tappa successiva a base di formaggio Sahani scottato al forno con pinoli, fichi secchi e una vinaigrette di sciroppo d’uva e aceto aromatizzato al basilico.

Nike dea della vittoria la si incontra in gloria al Kazba Bar sulla splendida baia di Kouzina con un Fumé dello storico Domaine Vassiliou, fermentato in botte, invecchiato per 6 mesi in barrique di rovere e servito con filetto di branzino fresco con purea di broccoli, polvere di arachidi con chips di sedano al rosmarino. E così gli aromi di fiori selvatici e le sfumature minerali di un calice di Brut Nikolou ci accompagnano tra gli uliveti e le piante di pistacchio intorno al delizioso santuario di Artemide a Braurone, il luogo di approdo di Ifigenia in fuga dalla Tauride che qui si consacrò alla dea della caccia, dei boschi e dei campi coltivati.

Una strada del vino che attraversa la stessa Atene e trova il suo centro nel padiglione di caccia costruito nell’800 per la regina Amalia e gestito oggi dalla Azienda Pyrgos Vassilisis, i cui visitatori beneficiano di brevi ma completi corsi di degustazione con vini eccellenti, tra cui l’Eptalofos (Sette Colli), uno Chardonnay con intensi aromi di miele.

La capitale Atene in questa stagione mostra il carattere ancora autentico del suo ruolo di collegamento tra Occidente e Oriente, nord Europa e sud del Mediterraneo. Tra bar, ristoranti, botteghe e bazar che animano le strade del centro storico della Plaka e Monastiraki, è divertente e istruttivo andare alla ricerca di richiami al vino, ai culti dionisiaci e alla quotidianità della tavola tra le testimonianze uniche custodite nel Museo Archeologico, per poi abbandonarsi completamente al meraviglioso Museo dell’Acropoli progettato dall’architetto svizzero Bernard Tschumi e inaugurato nel 2009.

Il contatto visivo con l’Acropoli da cui provengono i reperti è costante in una sorta di dialogo continuo con il Partenone e la sua riproduzione stilizzata che incornicia fregi, sculture e bassorilievi disposti ad altezze diverse secondo l’originaria collocazione. Un dialogo che continua anche dallo strepitoso Centro Culturale Stavros Niarchos, un tempio moderno progettato da Renzo Piano sospeso per aria come una vela e che ospita oggi la Biblioteca nazionale e il teatro dell’Opera, il cui calendario ricchissimo rispecchia la vitalità del popolo greco. La sera anche da qui, affacciati sul Pireo, l’omerico “mare ha il colore del vino”.

CLUB DI PRODOTTO, IL TERRITORIO FA RETE. Da ogni parte del mondo sempre più appassionati di vino riscoprono le sorprendenti varietà dei vitigni locali. Atene e l’Attica stanno diventando una destinazione enogastronomica tra le più ricercate in Europa. Sommelier esperti e guide preparate accompagnano i visitatori nelle enoteche della capitale e nelle cantine della regione ormai perfettamente attrezzate, non solo per servire un cliente, ma per introdurre il visitatore a un territorio tutto da scoprire. Fare rete si è dimostrata la scelta vincente in tempi di crisi. L’Attica – Wine and Food Experience lo sta dimostrando. Dopo anni di tentativi, produttori di vino e professionisti della filiera agroalimentare hanno costituito un Club di prodotto dinamico e all’avanguardia capace di promuovere vini ed eccellenze dell’Attica in ambito internazionale.

Nordamericani, cinesi, nordeuropei e russi hanno accolto con favore la strategia di viticoltori, professionisti del turismo, ristoratori e albergatori che hanno unito le forze per fare conoscere e apprezzare i nuovi sapori di Retsina e Savatiano e i loro territori di riferimento anche in bassa stagione. Al richiamo di aziende vitivinicole del calibro di Allagiannis Winery di Markopoulo, Vassiliou Estate di Koropi, Gikas Winery di Spata, Aoton Domaine di Peania, Chateau Kaniaris di Megara, Evinos Domaine di Spata, Oenotria Landdi di Kapandriti, Strofilia di Anavyssos, Nikolou Winery di Koropi, Vassilios Panagiotou di Markopoulo, Chateau Serpieris di Atene e Fragou Domaine di Spata hanno risposto realtà legate al turismo e alla ristorazione come Signature Travel, Gastronomads, Hellenic Travelling, View Studio, Kazba Restaurant, Intelligente Collaborations, Timos Petridis Gastronomy and Culture Team, Lazaridis Domaine, Electra Hotels Greek Gastronomy Guide.

L’ECONOMIA GRECA IN UN BICCHIERE. L’economia greca è finalmente in un periodo di crescita dopo anni di recessione. Gli investimenti aumentano, le esportazioni migliorano, la disoccupazione è diminuita. La crisi non ha impedito ai greci di frequentare bar e caffè e la ripresa stimolerà presumibilmente anche un aumento del consumo interno di vino di qualità superiore. Quando i mercati locali si sono fermati, le esportazioni sono diventate l’unica opzione e i produttori hanno utilizzato i programmi governativi dell’Ue per potenziare la promozione all’estero con particolare attenzione al Nord America. Il risultato è che mentre la Grecia si stava sgretolando, le esportazioni di vino negli Usa raddoppiavano in termini di valore.

Un ottimo risultato in linea con gli obiettivi previsti con gli stanziamenti disposti dal ministero ellenico per lo Sviluppo rurale: 44 milioni di euro per il periodo 2014-2018 per la riconversione dei vigneti e il miglioramento delle tecniche di gestione al fine di rafforzare la competitività greca nel mercato del vino. E ancora 16 milioni per il 2015-2018 per attività promozionali in Usa, Canada, Russia, Cina e Svizzera. Come effetto della maggiore considerazione della qualità del vino greco a livello mondiale, la “Strada del vino” mira oggi a fare conoscere fisicamente i luoghi di provenienza dei propri prodotti con percorsi integrabili ai diversi interessi culturali, artistici e naturalistici. Un Club di prodotto che, non solo contribuisce a una migliore cognizione dei vini dell’Attica e a sostenerne il lancio sui mercati mondiali, ma apre le porte del territorio alle diverse esigenze a seconda dell’età, del motivo del viaggio e soprattutto della provenienza dei visitatori, siano essi americani, cinesi, svizzeri, russi o tedeschi.

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Stanislao De Marsanich
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