Assoviaggi, Rebecchi: «Senza aiuti né corridoi è allarme lavoro»

Assoviaggi, Rebecchi: «Senza aiuti né corridoi è allarme lavoro»
16 Settembre 11:31 2021 Stampa questo articolo

«Dire basta a ristori e ammortizzatori sociali vuol dire condannare migliaia di imprese del turismo organizzato alla chiusura e decine di migliaia di operatori del settore al licenziamento. I posti di lavoro a rischio sono almeno 37mila». Sono le parole di Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi Confesercenti, reduce con le altre associazioni di categoria dal tavolo tecnico al ministero della Salute, relativamente all’apertura di una serie di corridoi turistici per riaprire flussi di lungo raggio come quelli sulle Maldive, Mauritius o anche il Mar Rosso.

Rebecchi invita il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, «a orientare il proprio sguardo verso tutte quelle imprese che ancora non sono ripartite, non per propria volontà ma perché non ci sono le condizioni. Il turismo organizzato chiuderà il 2021 con oltre l’80% in meno di fatturato rispetto al 2019. Senza un mix di interventi composto da sostegni e corridoi turistici molti imprenditori saranno costretti a chiudere. E questo vuol dire perdere le conoscenze e l’esperienza di tanti lavoratori che hanno contribuito a rendere grande il nome dell’Italia nel mondo».

«Avere le spiagge piene – sottolinea il presidente di Assoviaggi Confesercenti – non vuol dire che il turismo è ripartito, anzi. Tutte le categorie che compongono la filiera del turismo meritano rispetto. Nessuna impresa, di nessun settore, può ripartire senza sostegni dopo due anni di stop forzato. Agenzie di viaggi e tour operator sono stati gravemente danneggiati dalla crisi generata dalla pandemia e anche con l’eventuale riapertura di alcuni corridoi extra Ue saranno necessari mesi per tornare a livelli accettabili. Il governo deve tenerne conto e farsi carico di tutti gli interventi necessari alla ripartenza».

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