Assoviaggi, 50mila cancellazioni in adv per l’effetto coronavirus

Assoviaggi, 50mila cancellazioni in adv per l’effetto coronavirus
21 Febbraio 13:51 2020 Stampa questo articolo

Arrivano le prime stime dei danni nelle agenzie di viaggi per l’effetto dell’emergenza coronavirus: secondo un primo sondaggio di Assoviaggi da quando si è diffuso l’allarme, infatti, circa 50mila viaggiatori hanno cancellato un viaggio già prenotato, e altre decine di migliaia hanno annullato i preventivi. Il  sondaggio è stato elaborato su un campione rappresentativo delle agenzie di viaggio italiane.

L’ondata di cancellazioni ha colpito tutto il settore: quasi il 50% delle agenzie ha subito cancellazioni e ha dovuto rimborsare i viaggiatori. E se per il 48% di queste la spesa per pratiche di rimborso è stata inferiore ai mille euro, per un altro 37% la somma ha oscillato tra i 1.000 e i 5.000 euro, mentre per ben il 15% restante è stata oltre i 5.000 euro.

Le agenzie segnalano il 20,3% di cancellazioni proprio per la Cina, mentre ben il 32% di annullamenti riguarda il resto dell’Asia (oltre il 52% in totale).

Ma c’è anche un 22% delle agenzie che ha dovuto rimborsare pratiche per l’Europa – Italia inclusa – ed un altro 26% altre destinazioni (America, Africa e altre). Effetti, infine, anche sull’incoming: il 37% ha rimborsato clienti provenienti dalla Cina, mentre un altro 14% ha risarcito clienti da altri paesi dell’Asia (51% in totale).

QUELLI CHE CAMBIANO META. Alle cancellazioni però si aggiungono i cambiamenti di meta: il 44% delle agenzie ha ricevuto richieste di riprogrammazione della meta, con dispendio di lavoro, risorse e nuova assistenza ai clienti. Comunque il futuro è un’incognita: l’87% delle agenzie di viaggi dichiara rallentamenti nell’andamento delle prenotazioni rispetto allo scorso anno, e quasi il 72% delle agenzie ha già ricevuto disdette rispetto a preventivi già elaborati.

«Il sondaggio – afferma Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi – ci consegna, purtroppo, una fotografia preoccupante delle ripercussioni che la fase di picco dell’allarme Coronavirus ha avuto sugli agenti di viaggi. Una delle categorie maggiormente colpite proprio perché è la prima figura professionale al quale si rivolge il viaggiatore che decide di posticipare, modificare o annullare una partenza. Riteniamo che la psicosi stia fortunatamente rallentando anche se il contraccolpo c’è stato».

APPELLO AL GOVERNO. Rebecchi, quindi, si appella al Governo: «C’è bisogno di mirati e tempestivi provvedimenti per contenere gli effetti negativi, come emerge anche dal sondaggio: dagli sgravi contributivi e fiscali – il 46% delle risposte emerse – al posticipo delle scadenze relativamente alle imposte nazionali e locali (il 37%), all’attivazione degli ammortizzatori sociali (il 12%). L’auspicio è che il peggio sia ormai alle spalle, ma è necessario mantenere un’informazione corretta ed adeguata. Il fatto positivo è che tra le cancellazioni ci sia un 44% che si traduce in riprotezioni, significa che c’è una  scelta su altri Paesi. Ma la psicosi si combatte con una informazione corretta. Ai colleghi adv, per rassicurare i clienti, diciamo di rivolgersi sempre e solo ai siti ufficiali del ministero della Salute, della Farnesina e dell’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità».

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Andrea Lovelock
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