Assoturismo, frena la crescita delle presenze in Italia

Assoturismo, frena la crescita delle presenze in Italia
14 gennaio 14:14 2019 Stampa questo articolo

Crescita con il freno a mano tirato per le presenze turistiche in Italia nel 2018: secondo i rilevamenti elaborati da Cst per Assoturismo, infatti, l’anno appena terminato ha fatto segnare un volume complessivo di 426 milioni di pernottamenti, pari al +1,4%, ben lontano dal +4% del 2017. Ancora una volta, il maggior contributo proviene dai visitatori esteri con 214,3 milioni di presenze (+1,8%), mentre gli italiani sono aumentati solo dell’1%.

Il miglior trend di crescita si è registrato nel comparto alberghiero (+1,9%), mentre quello extralberghiero si è attestato al +0,3%. Si registrano andamenti positivi per tutte le aree, anche se le presenze sono aumentate in particolare nel nord-ovest e nel centro Italia (rispettivamente del +2,3% e +2,5%). Un ritmo decisamente superiore a quello di sud e isole (+1,1%) e nord-est (+0,3%).

Da una disamina delle tipologie d’offerta, poi, spiccano vistose differenze nelle perfomance: bene la montagna (+2,8%), le città e i centri d’arte (+2,3%) e le aree collinari (+2%). Mentre meno eclatanti sono risultate le località termali (+0,9%) e i laghi (+0,8%). Decisamente deludente, infine, la crescita nelle aree balneari (+0,2%).

Luci e ombre anche nel fatturato delle imprese turistiche: quelle nel miglior stato di salute sono risultate le strutture ricettive con un +0,8%; appaiono in calo i risultati economici di quelle extra-alberghiere (-0,3%)

«L’aumento dei visitatori nelle città d’arte non conferma solo la cifra culturale del nostro turismo, ma anche il buon lavoro svolto dai nostri operatori – ha commentato il presidente di Assoturismo, Vittorio Messina – Soprattutto per la destagionalizzazione delle nostre montagne che sta dando i suoi frutti, con flussi turistici in crescita tutto l’anno. Preoccupa, invece, il rallentamento dei turisti italiani. Una frenata dovuta al clima economico, che ha inciso fortemente sulle località balneari italiane che hanno sofferto anche la ripartenza dei competitor mediterranei».

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