Assohotel: “Il governo intervenga sui costi fissi”

24 Marzo 13:32 2021 Stampa questo articolo

Nel pieno della crisi economico-finanziaria che sta colpendo il mondo dell’hôtellerie, Assohotel accende un faro sull’emergenza dei costi fissi.

«Solo nel 2020 gli imprenditori del settore alberghiero hanno visto bruciare 11 miliardi di fatturato, con cali di presenze turistiche dal 50 al 90%, soprattutto nelle città d’arte – evidenzia il vice presidente dell’associazione aderente a Confesercenti, Nicola Scolamacchia – Per questo su tariffe, canoni e costi fissi degli alberghi occorre fare di più».

Scolamacchia ribadisce l’urgenza di interventi mirati: «Di fronte a ristori così esigui il minimo che si possa fare è aiutare le imprese a contenere le uscite. Chiediamo lo stop, per l’intero anno 2021, a tutti i canoni e le tariffe, insieme al prolungamento dell’esenzione dell’Imu fino alla fine dell’anno. È indispensabile, inoltre, un intervento diretto verso i comuni per un abbattimento della tassazione locale, in particolar modo per la Tari».

«Infine – conclude Scolamacchia – attendiamo quanto prima provvedimenti a favorire gli investimenti privati e il rilancio del settore: 400 milioni sono già stanziati e disponibili per il tax credit riqualificazione, del quale però manca il decreto attuativo. Parimenti, auspichiamo l’estensione dell’ecobonus 110% agli alberghi, ampliandone l’utilizzo anche per gli adempimenti alle normative antincendio, e il bonus facciate 90% per l’intero edificio, volti a favorire la realizzazione di strutture di accoglienza più moderne e come volano per l’economia turistica dei territori».

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