Al via l’Arabian Travel Market: 2,5 miliardi di affari

19 aprile 07:30 2018 Stampa questo articolo

Lusso, tecnologia e tanta Europa: sono i temi dominanti della 25esima edizione dell’Arabian Travel Market, l’evento organizzato da Reed Travel Exhibition in programma dal 22 al 25 aprile al Dubai World Trade Centre, di cui L’Agenzia di Viaggi Magazine è per la prima volta media partner. Come lo scorso anno, si prevedono affari per 2,5 miliardi di dollari per i circa 2.500 espositori (tra cui l’Italia con l’Enit) nelle 12 hall della fiera e i 40mila visitatori professionali attesi.

Di grande interesse anche il programma dei convegni, in particolare il Digital Future Summit (23 aprile, dalle 10.30 alle 12.30) e lo Smart Tourism 2020 (24 aprile, dalle 11.45 alle 12.45), che andranno in scena al Travel Tech Theatre. Due appuntamenti che offriranno un quadro aggiornato sulla digitalizzazione nel turismo organizzato e i trend nel mondo dei viaggi. Da tempo il mondo arabo è attento alla sfida della connettività. Una ricerca, presentata lo scorso anno proprio all’Atm, ha rilevato come ben il 68% della clientela internazionale non torna in alberghi dei Paesi arabi dove è stata riscontrata una scarsa o carente connessione al web. Dunque la banda larga è il vero must per gli alberghi dell’area. Anche gli standard dei servizi vengono seguiti con attenzione perché il segmento luxury è il target di maggior appeal per tutti gli operatori locali.

In quest’ottica un’altra “mission possible” che l’industria del turismo inbound arabo intende perseguire è la conquista del mercato europeo. Secondo i dati resi noti da Colliers International, nel periodo 2018-2020 si toccheranno i 24,6 milioni di arrivi dall’Europa nell’area del Golfo, pari al +17%, grazie anche all’apertura di nuove rotte, al lancio di tariffe competitive e all’ormai ben collaudata formula degli stopover con pacchetti che includono estensioni mare su Maldive, Seychelles e Mauritius. A primeggiare sono gli Emirati Arabi con 14,5 milioni di viaggiatori europei, seguiti dall’Arabia Saudita con 5,4 milioni, dall’Oman con 2,2 milioni, dal Bahrain con 1,7 milioni di arrivi e dal Kuwait con 738mila visitatori. Commentando questi dati Simon Press, senior exhibition director di Atm, evidenzia come «l’Europa e l’area del Golfo stiano godendo di eccellenti collegamenti aerei e, sulla base di questo, nei prossimi tre anni, gli arrivi dall’Ue aumenteranno sia nel segmento leisure che in quello business».

«Abbiamo certezza che cresceranno i viaggi aziendali – prosegue Press – così come aumenterà il flusso di europei di classe media, con ridotte capacità di spesa, ma con eguali opportunità di raggiungere Paesi arabi grazie a voli low cost e combinazioni tariffarie interessanti. Da qui l’esigenza di adeguare l’ospitalità alberghiera anche nei confronti di questo target».

Esempi concreti vengono dalle strategie di flydubai che inizierà a volare da e per la Polonia con una rete che comprenderà ben 24 nuove destinazioni europee, tra cui città come Bratislava, Skopje, Sarajevo, Sofia, Belgrado e Bucarest. Adeguamenti anche nell’ospitalità: a Dubai e a Ryadh sono pronti alberghi a 4 stelle con i brand Aloft e Studio M. Ma cresce l’attenzione anche di operatori europei interessati al traffico outbound dall’area araba (nei prossimi 3 anni si stimano 8,5 milioni di arabi che sceglieranno vacanze in Europa), come dimostrano le presenze all’Atm dell’Enit, di Atout France, dell’Ufficio Turistico Spagnolo e dell’ente turistico sloveno, con un aumento dei delegati europei dell’8%

L'Autore

Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

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