Anav: «No all’ingresso a pagamento a Venezia per i passeggeri di pullman»

Anav: «No all’ingresso a pagamento a Venezia per i passeggeri di pullman»
07 febbraio 09:14 2019 Stampa questo articolo

No al ticket d’accesso a Venezia per i passeggeri di pullman, che in tal modo pagherebbero due volte la gabella per visitare la città. È il grido d’allarme dell’Anav (Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori), in merito all’approvazione del regolamento sul contributo di accesso con qualsiasi vettore alla città di Venezia.

Il presidente  dell’associazione Giuseppe Vinella, spiega: «La proposta di regolamento licenziata nei giorni scorsi dalla giunta comunale di Venezia ci preoccupa, in quanto mira ad applicare il prelievo a tutti i passeggeri che accedono alla città a prescindere dal mezzo di trasporto utilizzato. Vogliamo ricordare che l’ingresso con autobus nella zona a traffico limitato di Venezia è già da lungo tempo regolamentato e disincentivato attraverso un oneroso quanto stringente sistema di tariffazione, peraltro sistematicamente soggetto a interventi di adeguamento,tutti sempre al rialzo» .

Vinella prosegue ricordando che i passeggeri fruitori e utenti degli autobus da noleggio o in servizio di trasporto pubblico di linea rischiano, inspiegabilmente, di pagare due volte l’accesso alla città, dal momento che al già esistente ticket bus andrebbe ad aggiungersi l’istituendo contributo di accesso.

Nello stesso senso anche Tiziano Garbellini, presidente della sezione Anav del Veneto, che sottolinea: «Le imprese di trasporto con autobus fanno già da anni la loro parte, chiediamo che vi sia alternatività tra ticket bus e contributo di accesso, così come previsto per l’imposta di soggiorno».

La nota dell’Anav si conclude avvertendo che, pur comprendendo le preoccupazioni della città di Venezia e la necessità di tutelare ambienti e contesti naturali tanto fragili, l’onere di contribuire alla salvaguardia della città deve essere equamente ripartito tra tutti soggetti interessati e le nuove disposizioni vanno necessariamente coordinate con le misure tariffarie di regolazione degli accessi già in vigore e non possono tradursi in una mera duplicazione di prelievi.

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