Da Amandatour a Metamondo:
la versione di Tuttolomondo

Da Amandatour a Metamondo: <br>la versione di Tuttolomondo
06 agosto 11:56 2019 Stampa questo articolo

«Siamo under attack, sotto attacco». Salvatore Tuttolomondo è nella sua trincea vista Vaticano: il quartier generale di Arkus Network, di cui è direttore finanziario e fondatore. Carte (e sigarette) alla mano racconta la «spy story» dell’anno. Una storia di diffide, denunce, sospetti, che attraversa l’Italia e arriva fino in Russia, cuore pulsante delle attività incoming di Amandatour e outgoing di Metamondo, i due tour operator del Gruppo investiti in queste ore da una dolorosa crisi di liquidità. Una crisi, a detta della proprietà, «scatenata dal sistema bancario» e legata per vie traverse alle vicende del Palermo Calcio.

Cosa sta succedendo, ce lo spiega?
«Le banche hanno ritirato i fidi per oltre 1 milione e mezzo e trattenuto gran parte delle somme disponibili sui conti correnti, per un totale di circa 850mila euro. Perché lo hanno fatto? Per farci male. Come possiamo pagare i fornitori se il sistema bancario incamera senza diritto i nostri soldi? Come Amandatour abbiamo inviato il 18 luglio una Pec a sei o sette istituti interessati, chiedendo il riaccredito delle somme trattenute e di continuare a sostenere le attività del t.o., ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Perciò, proprio in queste ore, abbiamo richiesto l’intervento dell’istituto di vigilanza di Banca d’Italia. È un vaso di Pandora che deve essere scoperchiato: chi ha sbagliato deve pagare, perché dietro questa storia c’è un disegno precostituito».

Nel frattempo Amandatour continua a operare?
«Sì, anche se le vendite proseguono al rallentatore, soprattutto sulla Russia per effetto del bad talking, anche se da parte di alcuni partner della Federazione abbiamo avuto attestati di fiducia con l’avvio di una class action e l’inserimento di alcuni alberghi italiani in black list. Fino a un mese fa, bisogna ricordarlo, registravamo una crescita del +22% e avevamo ripagato in quattro mesi circa 1,6 milioni di debiti su un totale di 6 milioni ereditati dalla gestione precedente (qui interviene Stefano Pistilli, amministratore unico del t.o.)».

È vero che alcuni hotel hanno richiesto pagamenti ai clienti?
«Sì, è successo. Ma non abbiamo nessuna responsabilità oggettiva perché, al momento, non ci siamo resi inadempienti nei confronti degli alberghi. Abbiamo informato l’Enit e chiesto agli hotel di garantire i servizi, offrendo le dovute assicurazioni. Chi non lo fa, se ne rende responsabile».

Sul fronte outgoing, le cancellazioni Metamondo hanno spiazzato agenzie e clienti…
«Spiazzati non è il termine giusto. Abbiamo informato per tempo sulla sospensione dei servizi. Sono state annullate le partenze degli ultimi due weekend e, al momento, non ci sono più viaggi in programma per questa stagione. Venerdì 9 agosto ci sarà l’assemblea dei soci di Marcopolo Srl, la società che detiene il brand, e si deciderà il da farsi. L’intenzione è comunque quella di garantire la continuità aziendale».

Il fondo di garanzia è attivo?
«Ci tengo a ribadirlo: Partours (società a cui fa capo Best Tours, ndr) e Metamondo sono tuttora coperte dalla garanzia per insolvenza prestata da Nobis Filo diretto. La compagnia assicurativa si è appellata lo scorso 3 luglio alla facoltà di recesso della polizza Protection. Azione che abbiamo subito contestato non essendoci stata, ad oggi, alcuna “modifica della proprietà o della compagine sociale” che avrebbe mutato le condizioni di assicurazione».

E Best Tours che fine ha fatto?
«Il marchio, al momento fermo, è destinato a essere riconvertito nella gestione alberghiera. Oltre al Tarquinia Country Club, nel centro residenziale di Marina Velca, vicino Viterbo, stiamo valutando l’acquisizione di almeno tre hotel in Sicilia, Puglia e Toscana. Un progetto che rientra nel piano Italy Best Tours e che non esclude, però, la ripresa delle attività outgoing con altri parametri. Nel frattempo, gli uffici di Best Tours con tutta probabilità saranno trasferiti in quelli di Amandatour».

In che modo queste vicende sono legate al Palermo Calcio?
«Sulla carta dovrebbero essere slegate. L’unica connessione è in teoria la partecipazione di Amandatour al capitale di Sporting Network con una quota del 30%. Eppure da quel 24 giugno, quando il club rosanero non è stato ammesso alla serie B, tutte le banche di riferimento dei nostri tour operator hanno cambiato atteggiamento. Qualche potere forte ci ha ostacolato in ogni modo, non limitandosi al calcio, ma facendo sì che anche il polo turistico ne risentisse. Comunque la vicenda del Palermo Calcio, oggetto di denunce alle autorità competenti, non è ancora conclusa: ci sarà una nuova udienza del Tar del Lazio il 9 settembre dove contiamo di ottenere il risarcimento che ci spetta. Per ora, lo dico e lo ripeto, siamo under attack».

L'Autore

Roberta Rianna
Roberta Rianna

Direttore responsabile

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