Alpitour France, i piani di Monsieur Caradec

Alpitour France, i piani di Monsieur Caradec
28 settembre 12:01 2018 Stampa questo articolo

Un nuovo villaggio in Oman, vicino a Muscat, e il raddoppio in Messico, a Puerto Vallarta, sono le novità della winter di Bravo Club, brand con cui Oltralpe si sta affermando Alpitour France. In questi giorni l’operatore festeggia il primo anno di attività con la soddisfazione di essere riuscito a ritagliarsi uno spazio di rilievo nel già affollato panorama dei villaggisti francesi.

«Abbiamo debuttato lo scorso anno in fiera a Parigi come operatore B2B – esordisce il presidente di Alpitour France, Patrice Caradec, incontrato a Iftm Top Resa – Il 31 ottobre chiuderemo il nostro primo esercizio con 22 mila clienti, 22 milioni di fatturato e 22 impiegati».

Dev’essere il numero portafortuna di monsieur Caradec, perché il 2022 è anche l’anno di scadenza del business plan quinquennale concordato con la casa madre di Torino, che punta all’ambizioso obiettivo di 28 villaggi, per un totale di 100mila clienti e un giro d’affari di 100 milioni. Per attuarlo, la tabella di marcia prevede l’apertura di 4-5 club supplementari l’anno.

«Per ora siamo a quota 12 villaggi – precisa il manager – che l’anno prossimo dovrebbero salire a 17, di cui 5 di Alpitour e 12 nostri. Una diversificazione dettata dal fatto che operiamo in mercati molto diversi. Per esempio noi guardiamo anche a Marbella e alla Croazia, mete che non funzionano sul mercato italiano. Inoltre, in ogni struttura che commercializziamo abbiamo bisogno di allotment di almeno 50-60 camere, non sempre disponibili». Anche in quest’ottica funziona quindi la collaborazione con Alpitour su Cuba, Capoverde, Zanzibar, Nosy Be in Madagascar e Repubblica Dominicana, mentre «per il futuro prevediamo di sviluppare progetti in comune magari su Vietnam e Thailandia».

Per ora Bravo Club si concentra sui villaggi, ma su alcune destinazioni, tipo l’Oman, si cominciano a studiare e proporre tour in combinato con il soggiorno. E chissà che questo non possa essere il preludio a una nuova divisione Bravo Voyage o Bravo Tour.

Non ci sono invece collaborazioni in vista per quanto riguarda i voli, almeno non nell’immediato. «I pacchetti Bravo Club sono venduti con collegamenti dalle principali città francesi operati da varie compagnie, in base alla destinazione», ma niente sinergie su questo fronte con Alpitour, e quindi con Neos, «a meno che non si trovino valide connessioni con l’hub di Malpensa».

Otto dei Bravo Club possono fregiarsi del bollino Club Qualité Garantie, lanciato in Francia nell’autunno 2017 dagli specialisti del settore riunitisi in associazione. Una mossa necessaria per fare chiarezza, e al tempo stesso garantire consumatori e agenti di viaggi, rispetto alla qualità di un’offerta di oltre 4mila strutture che si contendono la ricca torta dei club vacanze.

Una formula che in Francia va forte, scelta da 2 milioni di persone nel 2017, contesi da una dozzina di villaggisti e non solo. Finora 187 club, tra quelli commercializzati sul mercato francese, hanno ottenuto la certificazione, superando le valutazioni imparziali di conformità condotte da EasyVoyage e Vitalis Consulting, sulla base di una carta in 20 punti che passa in rassegna le prestazioni alberghiere, l’animazione e i servizi del tour operator.

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Maria Grazia Casella
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