Alpitour e le sfide dell’inverno:
«I rincari non frenano il booking»

Alpitour e le sfide dell’inverno:<br> «I rincari non frenano il booking»
23 Settembre 10:25 2022 Stampa questo articolo

L’inverno è partito bene per Alpitour World, con livelli di prenotazione che – come spiega Franco Campazzo, direttore prodotto tour operating del Gruppo – «sono simili a quelli del 2018-19, ultima annata pre Covid. Stanno andando in maniera molto positiva Maldive, Kenya, Zanzibar, Egitto».

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A pesare, tuttavia, ci sono le incertezze legate ai prezzi. I costi, spiega il manager, sono inevitabilmente aumentati, per vari motivi. «Innanzitutto, il turismo è tornato in modo esplosivo in tutto il mondo e ci sono mercati più pregiati per quanto riguarda i fornitori che stanno inviando grossi numeri di clienti in tutto il mondo, e questo fa sì che a una forte domanda corrisponda un aumento di prezzo. Non dimentichiamo, poi, le difficoltà dovute alla carenza di personale, sono mancate le figure professionali, una situazione che ha investito anche noi con diversi nostri fornitori alberghieri che si sono per esempio trovati costretti a chiudere delle camere per poter garantire il servizi al giusto a livello, e si tratta di una situazione generalizzata un po’ su tutte le destinazioni».

Per quanto riguarda i prezzi, il Gruppo non ha potuto evitare l’aumento, che il manager definisce contenuto, «siamo riusciti a contenerlo mediamente intorno al 7-8% rispetto alla stagione 2018-19». Con un occhio anche al fuel, sperando che continui a scendere, anche se, spiega ancora il manager, «in realtà su destinazioni lungo raggio il carburante incide per il 40% e occorre tener presente tutte le altre voci, per esempio il personale a terra, che conta tra il 25 e il 30%, ma anche i rincari delle materie prime».

Intanto, tra i dati positivi della stagione, rientra anche quello della nuova operazione su Mauritius, che vede il Alpitour confermare la partnership in esclusiva per l’Italia con Beachcomber e lanciare il Bravo Mauricia Beachcomber Resort and Spa. Circa il 40% della capacità, un totale di 200 ospiti, sarà a misura di club italiano.

«Abbiamo cercato di portare a un prezzo accessibile più persone sulla destinazione, a cominciare dalle famiglie e da chi cerca il comfort di una vacanza organizzata e l’italianità, con un teatro, una parte di spiaggia dedicata, e tocchi di cucina italiana anche nella rinomata gastronomia firmata Beachcomber. Rispondiamo così alla promessa di Bravo, che in quell’hotel si “parlerà” soprattutto italiano», ricorda il manager.

E il focus su una destinazione che, con i suoi circa trecento passeggeri alla settimana, è numericamente certo meno incisiva di altre, come Zanzibar, Kenya o la Repubblica Dominicana che di clienti ne muovono ciascuna almeno un migliaio, è spiegato anche strategicamente: «Dobbiamo cominciare a dare ampiezza alla nostra offerta». Per l’inizio di stagione si volerà a Mauritius con voli di linea Turkish Airlines via Istanbul per le prime settimane, ma dal 20 dicembre arriverà il già annunciato volo diretto Neos, in programma tutti i martedì da Milano e Roma fino a fine aprile.

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Mariangela Traficante
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