Alitalia tra proroga del prestito ponte e sindacati

Alitalia tra proroga del prestito ponte e sindacati
12 Dicembre 16:43 2018 Stampa questo articolo

Archiviata l’ulteriore proroga per la restituzione del prestito ponte da 900 milioni di euro – l’approvazione in Consiglio dei ministri del dl Semplificazioni ha fissato la nuova scadenza per il 30 giugno 2019 – sul tavolo del ministero dello sviluppo economico resta da sciogliere il nodo della newco e dei lavoratori.

Il tema è al centro del tavolo svoltosi tra il ministro Luigi Di Maio e sedici sigle sindacali che ha visto anche la partecipazione dei tre commissari straordinari, Stefano Paleari, Enrico Laghi e Daniele Discepolo. Il precedente incontro con i sindacati si era svolto lo scorso 12 ottobre e nel frattempo Fs si è aggiudicato il 100% di Alitalia, mentre il piano industriale dovrebbe essere pronto entro fine gennaio. Tutti temi che hanno messo in agitazione i lavoratori con la richiesta di chiarezza e trasparenza da parte del governo.

Un piano che prevede l’ingresso di uno o più partner industriale a vocazione “aerea”. Proprio Di Maio ha confermato davanti ai sindacati che potrebbe nascere «un consorzio easyJet-Delta – la prima aveva presentato un’offerta vincolante, mentre la seconda ha dimostrato interesse senza un’offerta formale – con l’impegno dello Stato, attraverso probabilmente il ministero dell’Economia e Finanze a detenere quote che non superino il 14%» (ricalcando il modello del governo d’Oltralpe con Air France, ndr). Di Maio avrebbe poi rassicurato i sindacati sostenendo che il piano industriale non prevede esuberi.

Intanto, però, il nuovo rinvio della restituzione del prestito ponte (che con gli interessi supererà quota 1 miliardo di euro) dovrebbe scongiurare il rischio di una procedura d’infrazione da parte dell’Europa sugli aiuti di Stato. Nel decreto, infatti, sarebbe stabilita anche una norma di copertura affinché i 900 milioni del prestito vengano versati entro il 31 dicembre 2018 dalla Cassa dei servizi energetici e ambientali (Csea). Un procedimento già adottato dal governo di Matteo Renzi nel 2016 sul salvataggio dell’Ilva a Taranto.

In questo modo sarà la Csea a diventare l’effettivo creditore di Alitalia e non più il Tesoro. Il rischio ancora una volta è che, se l’operazione vendita e rilancio Alitalia dovesse fallire, il prestito ponte non possa essere versato con conseguente aggravio delle tariffe per i servizi energetici ed idrici a carico del contribuente italiano.

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